Cultura

Jole Veneziani, la stilista che fece grande l’Italia

Da oggi, giovedì 10 ottobre, a Milano una mostra dedicata alla tarantina


MILANO – Sarà inaugurata oggi a Villa Necchi Campiglio, la casa museo di proprietà del Fai (Fondo Ambiente Italiano), una mostra che rievoca la storia di Jole Veneziani, la stilista tarantina protagonista della creazione, negli anni cinquanta e sessanta, dell’alta moda italiana e pioniera dell’affermazione del Made in Italy nel mondo, nonché figura di primo piano della rinascita postbellica di Milano.

La mostra a Villa Necchi Campiglio indaga il rapporto tra “alta moda e società” nel capoluogo lombardo e,  non a caso, si apre sulla ricostruzione di una giornata tipo di una donna dell’alta borghesia milanese, scandita da manichini che indossano i capi originali creati dalla stilista intenti nel preparare la tavola per il pranzo, giocare a carte, leggere una rivista.


Milano è stata la città che accolse la giovanissima Veneziani quando, da Taranto, si trasferì con tutta la sua ricca famiglia.
E fu nel capoluogo lombardo che, dopo una breve esperienza come amministratrice di un’importante ditta di pelli, sviluppò la sua vocazione per la moda ed un fiuto da vera imprenditrice.

Nel 1937 aprì un laboratorio di pellicceria in via Nirone cui si affiancò la sartoria nel 1943 e, nel 1946, la produzione di Haute Couture dopo aver trasferito definitivamente, nel 1944, la sua sede in via Montenapoleone, in una Milano ancora sotto le bombe e piena di macerie.

L’atmosfera di quell’atelier, nelle cui sale dorate e piene di specchi passarono Josephine Baker, Marlene Dietrich, Maria Callas, è stata ricreata nella casa museo della Fai con oggetti di sartoria e modelli originali, accompagnati dalle foto d’epoca degli ambienti e da quelle delle modelle in sala prove.

Non mancano, poi, riferimenti a quella mitica sfilata organizzata da Giovanni Battista Giorgini a Villa Torrigiani, a Firenze, nel 1951 che segnò la nascita dell’alta moda italiana.

Con la sua capacità di precorrere i tempi, Veneziani fu anche fra le prime firme a collaborare con una casa automobilistica, “griffando” carrozzerie ed interni per Alfa Ro-meo, esperienza ricordata da foto d’epoca come quelle che documentano il suo rapporto con la Scala, il cinema, il teatro e la televisione.

La rassegna , curata da Fernando Mazzocca, promossa dalla Fondazione Bano e da Fai, resterà aperta fino al 24 novembre.
A Milano la Veneziani si trasferisce ancora ragazzina, a soli otto anni, per raggiungere il fratello maggiore Carlo, per lei quasi come un padre, presto raggiunti dagli altri familiari. Studia da ragioniera, ma desidera intensamente fare l’attrice, sebbene Carlo tenterà più volte di scoraggiarla.

Acquista la prima mazza di pelliccia lapin e dopo questa prima confezione, la sua passione per gli abiti e le pelli la condurrà, con molti sacrifici, ad aprire il primo atelier di pellicceria e, successivamente il reparto Haute Couture, proprio su esortazione della clientela affascinata dalla sua creatività ed estrosità.

Nel 1951 è tra i fondatori dell’alta moda Italiana, ospite del Conte Giorgini presso la sua villa a Firenze per fare sfilare la sua collezione. La stampa ed il pubblico tutto applaudirà ogni presentazione fiorentina di Jole, le cui note distintive sono: estro, profondo senso del colore e sapiente regia. Così che nel 1952, in seguito a un referendum fatto ai rappresentanti della stampa estera e nazionale, le viene conferito il Giglio d’oro della Moda, il simbolo della città di Firenze, come riconoscimento a chi più contribuiva all’affermazione della Moda Italiana nel mondo (per il maggior numero di vendite agli stranieri). Dal ’69 al ’75 ottiene grande successo per le collezioni di pret-à-porter di pellicceria. Nel ’73 dopo la morte del compagno va ad abitare in via San Barnaba e, dal 1984, in via Morgagni dove muore il 10 gennaio 1989. Oggi le sue opere sono conservate a Padova nell’archivio Jole Veneziani.

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