Cultura

Sipario sui Riti, alle 9,40: il troccolante bussa. Le foto

All’alba piazza già gremita. La processione dei Misteri rientra alle 11


C’è chi, in piazza Giovanni XXIII, aspetta fin dalle prime luci dell’alba. E quando i piedi nudi del troccolante, provati da una nottata gelida e dal lungo peregrinare in cerca del perdono, sono a pochi passi dal Carmine, la folla si accalca, e al corteo processionale resta solo un corridoio, stretto tra due ali imponenti di fedeli.

L’orologio segna le 9,40 quando i famosi tre colpi battuti sul portone della chiesa dal troccolante col ‘bordone’ sanciscono il rientro dei Misteri. Il legno in più punti scalfito ricorda le passate edizioni dei Riti: il rientro della processione del Venerdì Santo è l’atto finale della Settimana Santa.

Il sipario cala alle 11 quando anche l’ultima statua, quella dell’Addolorata, ha varcato la chiesa dalla quale Giovedì Santo pomeriggio è partito il pellegrinaggio delle poste di confratelli ai Sepolcri allestiti nelle chiese del Borgo antico e del centro. Quindi la processione dell’Addolorata – a mezzanotte del Giovedì dal tempio di San Domenico, in città vecchia – dove alle 13,30 di ieri ha fatto ritorno dopo una breve sosta nella cattedrale di San Cataldo per ripararsi dalla pioggia.

Il meteo, appunto, è stato uno dei protagonisti dell’edizione dei Riti targata 2014. “Il freddo non ci ha fermati” ha scandito al microfono il vescovo Santoro ai fedeli che, stretti nei cappotti e nei piumini ripescati dagli armadi, hanno accompagnato giovedì notte l’uscita della Madonna.

Ed è stato ancora il tempo, con la pioggia insistente di ieri pomeriggio, ad aver fatto temere per la processione dei Misteri. Alle cinque del pomeriggio il portone del Carmine si apre, come da programma. Il tempo di ascoltare le note della marcia funebre ‘A mia madre’ e i battenti si richiudono quando sono passati quindici minuti dalle 17. Sui volti dei presenti, nelle espressioni spontanee dei bambini, si può leggere chiaramente tutta la delusione del momento. La pioggia è insistente. Al priore della confraternita, Antonello Papalia, spetta il non facile compito di prendere una decisione. Si aspetta che il maltempo dia una tregua. I fedeli e i turisti accorsi sono chiamati a pazientare sotto gli ombrelli. Non ci sono, nè possono esserci, indicazioni di sorta. Dipenderà dalla pioggia, appunto. Le statue sarebbero rovinate dall’acqua.

La ‘schiarita’ alle sette di sera. Con due ore di ritardo esce la processione, l’applauso è liberatorio. 

Il troccolante si trova per la seconda volta sulla soglia. Questa volta per varcarla. Così come, di seguito, fanno le poste e le statue del lungo corteo che attraverserà il centro durante tutta la notte.

Sabato Santo mattina: è il momento delle lacrime, delle emozioni, delle tensioni che si sciolgono e che rigano i cappucci dei confratelli. Quando il  troccolante bussa esplode l’applauso, così come nel momento finale, quando il portone della chiesa si chiude al passaggio della Madonna.

Gli ultimi metri vengono percorsi nazzicando, alle spalle ci sono ore di grande pathos. 

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