15 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Giugno 2021 alle 17:29:48

Cultura

Corpus Domini, il Padre Nostro con i profughi

“Ho provato un sottile orgoglio tarantino nel vedere tanti di voi in prima linea”


Lo aveva promesso quando, nella tarda mattinata di sabato, ha visitato un centro di prima accoglienza allestito per l’emergenza profughi: “Nella processione del Corpus Domini sarete la mia prima intenzione, insieme a coloro che in queste settimane sono passati dalla nostra città”. E così è stato. Il vescovo, mons Filippo Santoro, nel suo discorso a conclusione della processione del Corpus Domini di ieri ha posto l’accento ancora una volta sulla carità.

“Ci ritroviamo alla fine di questo pellegrinaggio, il più bello dell’anno liturgico. Con semplicità e devozione siamo qui a rendere grazie al Signore per la sua presenza in mezzo a noi, per il dono della sua vita dato a ciascuno di noi, alla città di Taranto e a tutta la nostra diocesi. Gesù è passato per le nostre strade, ha benedetto le nostre case, i negozi, il commercio segnato dalla crisi. Ha benedetto gli ammalati, i bambini e i poveri” ha detto Santoro da piazza della Vittoria.

“Da questo Corpus Domini, la chiesa di Taranto riparte ancora una volta rigenerata, coraggiosa e generosa. Sulle nostre sponde povere arrivano da diversi giorni tanti profughi. Loro davvero ci insegnano e trasmettono quel luogo comune che c’è chi sta peggio di noi!  A noi manca tante volte il superfluo e ci sentiamo poveri, in difficoltà. Chi c’è di più povero, però, di chi fugge a causa della guerra e dalla fame? Di chi è clandestino? Di chi ha come unica garanzia solo un futuro incerto? Ho provato un sottile orgoglio tarantino nel vedere tanti di voi in prima linea, a cuore aperto, per questi nostri amici. C’è una grande mobilitazione di tanti, in particolare dei giovani delle nostre associazioni, movimenti e servizi. Mentre invito tutti gli scettici, i cinici, i polemizzatori, ad andare nei centri d’accoglienza, gli occhi di chi soffre cambiano il nostro modo di vedere le cose. Gli occhi dei bambini, dei ragazzi, delle donne e degli uomini".

"Deploro invece, qui davanti al Santissimo Sacramento – ha proseguito -, ogni anche minimo accenno di razzismo e di cattiveria che ci abbruttisce. Taranto è sì ferita da molteplici problemi, ma risponde all’emergenza con generosità encomiabile. Ho visitato ieri (sabato) al Baby Club di Taranto minori non accompagnati dai genitori, per la maggior parte provenienti dall’Africa e i nostri volontari. Alcuni erano cattolici della Nigeria, altri mussulmani e tutti questi adolescenti sono stati accolti. Poi abbiamo recitato  ciascuno nella sua lingua il Padre Nostro prendendoci per mano. Anche al molo San Cataldo sono stato quando è arrivata la Nave San Giorgio con mille e duecento profughi e migranti. Vi garantisco che nessuna immagine televisiva o foto condivisa sui social network e sui giornali può rendere il dramma umano che tocca le nostre coste in cerca disperata di aiuto. Vorrei qui, davanti al Signore, ringraziare tutti i volontari, che a diverso titolo, in associazioni cattoliche o laiche, stanno dando il loro importante aiuto”. Lo stesso Santoro, visitando la struttura che ospita gli immigrati, ha voluto conoscere le attività svolte dai volontari, dall’insegnamento delle prime parole in italiano, all’animazione per i più piccoli, chiedendo di partecipare nei prossimi giorni a momenti di condivisione per stare accanto a quei ragazzi che “lontani dagli affetti, vedono nell’Italia la loro possibilità di salvezza”.

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