Cultura

Gli “scatti” dei rifugiati finiscono in vetrina

Insieme Caritas e Confcommercio. L’incontro con monsignor Santoro


Le storie dei rifugiati politici, le loro emozioni finiscono nelle vetrine del centro. Il progetto è stato battezzato “#Iomintegro”. E stamattina, prima dell’avvio della mostra fotografica nei negozi, in arcivescovado i rifugiati politici di diverse appartenenze religiose hanno incontrato l’arcivescovo per un momento di preghiera comune.

Da oggi la mostra fotografica sui rifugiati politici sbarca nelle vetrine di alcuni negozi del centro di Taranto grazie all’iniziativa realizzata in occasione della XIV Giornata Mondiale del Rifugiato nell’ambito del Progetto “Motus Animi”. Da circa quattro anni, presso il Convento di Sant’Agostino di Massafra il Progetto “Motus Animi”, finanziato dal “Ministero degli Interni – Servizio Centrale del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati”, vede lavorare in sinergia l’amministrazione comunale di Massafra, la Caritas Diocesana di Taranto e l’associazione di Promozione Sociale “Rinnovamento & Partecipazione” con la realizzazione di numerose attività per l’accoglienza e l’integrazione a favore di richiedenti asilo politico e protezione internazionale.

L’iniziativa “#Iomintegro”: ai rifugiati politici ospitati nel Convento di Sant’Agostino di Massafra, nei giorni scorsi sono state fornite macchine fotografiche con le quali, assistiti dai un esperto fotografo, hanno realizzato immagini della loro vita di tutti i giorni, “immortalando” dal loro punto di vista questa importante esperienza: sono così diventati soggetti attivi del loro processo di integrazione, e non più solo destinatari di azioni e attività.

E così da oggi, grazie alla disponibilità della delegazione Borgo Confcommercio Taranto, le foto realizzate dai rifugiati, accompagnate da una descrizione del progetto “Motus Animi”, per alcuni giorni saranno esposte nelle vetrine di alcune attività commerciali del Borgo di Taranto: il Gran Caffè Italiano, i punti vendita delle boutique Andriani, Di Pierro, Nitor, Marturano e Claudelle, le librerie Mandese e Mondadori, e le gioiellerie Mariano e Liuzzi.

Con il linguaggio delle immagini, quello che per definizione non ha bisogno di traduzione alcuna, così i rifugiati si presenteranno e illustreranno questa loro esperienza di integrazione ai tarantini.

Nella giornata di sabato prossimo, infine, in via D’Aquino, nelle adiacenze della Chiesa del Carmine, sarà anche allestito un gazebo presso cui saranno distribuite brochure realizzate per l’occasione e, inoltre, alcuni rifugiati politici incontreranno i cittadini. La giornata di oggi, come detto, è iniziata con un momento dall’alto valore ecumenico: alcuni rifugiati politici di differente appartenenza religiosa (cattolici, musulmani e copti), accompagnati da Don Nino Borsci, direttore della Caritas diocesana di Taranto, e da Salvatore Perillo, presidente dell’Aps “Rinnovamento & Partecipazione”, sono stati in Arcivescovado dove hanno incontrato l’arcivescovo Filippo Santoro per consegnargli la prima copia della brochure di #Iomintegro con le loro immagini e per vivere con lui un momento di preghiera.

 

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