Cultura

Metti un weekend al Museo Archeologico di Taranto

Venerdì e sabato ancora aperture prolungate serali. Domenica ingresso gratuito. Donne e gioielli da non perdere


Il mese di settembre è ancora utile per fruire delle aperture prolungate serali e visitare le collezioni eccezionali del Museo Nazionale Archeologico di Taranto:

Oggi, 5 settembre, le collezioni del MarTa saranno visitabili fino alle  22 (chiusura biglietteria ore 21.30). Alle 20.15, come di consueto, è prevista una visita guidata gratuita a cura di archeologi della Soprintendenza (prenotazione telefonica al numero 099/4532112).
Ingresso a pagamento, riduzioni ed esoneri come da normativa.

Domani, sabato 6 settembre, la fruizione sarà possibile fino alle  23 (chiusura biglietteria ore 22.30), nell’ambito del programma Open Days promosso dall’Agenzia Puglia Promozione. Le visite guidate gratuite sono fissate per le ore 20.15 e 21.30 (prenotazione telefonica al numero 099/4538639). Durante l’apertura del sabato sarà fruibile anche il Teatro virtuale. Ingresso gratuito.

Si ricorda inoltre che domenica 7 settembre, prima domenica del mese, l’ingresso al MarTa è gratuito dalle ore 8.30 – 19.30, chiusura biglietteria ore 19.

Il percorso museale è arricchito dalla presenza delle opere scultoree e pittoriche di Giacomo Manzù, uno degli artisti più rilevanti del secolo scorso.

Il percorso espositivo prende inizio dalla grande tela Pittore e modella del  1958, e si snoda attraverso una serie di sculture, disegni ed incisioni in cui la figura femminile viene investigata con passione meticolosa, attraverso varie tecniche espressive. La donna, ricondotta all’essenza e alla forza del suo essere, denudata di ogni vanità terrena, è una fonte inesauribile d’ispirazione per l’artista, che la ritrae fin dal 1935, in opere agli antipodi dall’approccio accademico. Come ha notato Maurizio Calvesi, “Da amante […] egli non si è posto mai dei "modelli", né antichi né contemporanei; ma ha risposto in modo diretto al proprio sentimento dell’eros, della bellezza…”.

E’  emblematico in tal senso il ritratto di Inge, futura moglie di Manzù, rappresentata nuda su uno scenario spoglio. La nudità della donna e dello spazio che la circonda, dove le suppellettili giacciono inerti su una sedia, simboleggiano l’essenza dell’amore, anche sensuale, che basta a se stesso.

Questo stesso tema viene declinato nelle immagini di coppie di amanti, di modelle sedute e sdraiate, di danzatrici.

Alla nudità delle donne di Manzù fanno da contrappunto gli antichi gioielli esposti nelle sale del museo. Anche nell’arte, oltre che nel mondo reale, fin dai tempi più remoti, si è soliti vedere e rappresentare i gioielli come attributo e complemento della bellezza, prezioso ornamento della grazia femminile. I gioielli adornano le donne, esaltandone la bellezza, che, a sua volta, li impreziosisce. Nelle sale del museo di Taranto, la figura femminile, sublimata nella sua essenza dallo sguardo dell’artista, ed i gioielli ormai denudati della loro funzione mondana, quindi puri simboli del “bello”, si affiancano e si contrappongono in un fertile gioco di rimandi estetici.

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