Cultura

Sospesi tra online e offline

Imperdibile appuntamento sabato con il grande sociologo Bauman. La “società liquida” e le sue implicazioni nell’era della globalizzazione


Sabato 29 novembre Zygmunt Bauman, il sociologo che ha investigato i vari aspetti della “società liquida”, secondo la sua felice definizione del postmoderno, sarà a Taranto, in Università (ex caserma Rosaroll, già convento di San Francesco, in via Duomo, nella Città Vecchia), e dialogherà con Barbara Wojciechowska Bianco, professore emerito dell’Unisalento, sulla “Vita tra online e offline” (ore 10, ingresso libero e gratuito).

Di origine polacca, classe 1925, Bauman fu costretto ad abbandonare il proprio Paese due volte: in seguito all’invasione nazista e sovietica del 1939; in seguito a dissidi col regime comunista polacco (che gli revocò la cittadinanza). Docente a Varsavia, poi a Tel Aviv, quindi a Leeds (dove nell’ambito della Scuola di Sociologia è stato istituito nel 2010 in suo onore il Bauman Institute), studiò l’Olocausto e polemizzò coi negazionisti; ha approfondito le questioni sulla “banalità del male” genialmente intuite da Hannah Arendt; poi ha costruito una serrata critica del consumismo, che non è solo un fenomeno economico ma che ha contaminato anche i rapporti sociali, per approdare alla folgorante definizione di una società postmoderna come “liquida”, a fronte della solidità degli impianti ed organismi sociali di XIX e XX secolo. Una società liquida che rende sempre più soli ed impotenti in un mondo non solo globalizzato ma reso virtuale dal progresso delle tecnologie di comunicazione, ed in particolare dalla Rete.

Dopo McLuhan, Bauman è forse il più paradossale e profondo indagatore delle sfaccettature di un mondo plasmato dai media; con l’aggiunta che la nuova vita virtuale si innesta su una società già perlappunto liquida. Sicché, come ha scritto recentemente il sociologo, “tutti noi a intermittenza, ma anche contemporaneamente, viviamo ormai in due universi distinti: online e offline. Il secondo dei due è spesso definito ‘il mondo reale’, anche se la questione di capire se questa definizione si adatti meglio al secondo rispetto al primo diventa via via discutibile”.

Nei suoi più recenti saggi (come “Danni Collaterali”, edito da Laterza nel 2013) Bauman ha focalizzato le implicazioni più critiche della rivoluzione digitale: la “superficializzazione” delle informazioni e della comunicazione e la “fragilizzazione” dei rapporti umani. Insomma, per dirla col professore, “non siamo mai stati così liberi; non ci siamo mai sentiti così impotenti”.

Nel corso dell’incontro Bauman dialogherà con la professoressa Barbara Wojciechowska Bianco e col pubblico. L’iniziativa è realizzata in collaborazione col Polo jonico dell’Università degli Studi Aldo Moro di Bari e col Soroptimist club di Taranto. Participeranno all’incontro il Magnifico Rettore dell’Università di Bari, Antonio Felice Uricchio, ed i professori Daniela Caterino e Bruno Notarnicola.
 

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