Cultura

Omaggio a Pier Paolo Pasolini

L’appuntamento è fissato per il 27 maggio all’auditorium “Tarentum”


Si è tenuta ieri la conferenza stampa di presentazione di “PA”, lo spettacolo scritto e diretto da Alfredo Traversa. Uno spettacolo attraverso il quale il regista tarantino intende omaggiare lo scandalo che ha coinvolto il grande Pier Paolo Pasolini, a quarant’anni dalla sua scomparsa.

In prima nazionale, il lavoro sarà rappresentato mercoledì, 27 maggio, all’Auditorium Tarentum (in via Regina Elena, 122).

“Lo spettacolo non è un semplice resoconto cronologico della vita di Pasolini, ma più precisamente è la messa in scena dell’intero universo dell’autore, in costante trasformazione e realizzazione – ha dichiarato Traversa durante l’incontro con i giornalisti – Proprio per questo, inizialmente, i personaggi sono senza nome, sono solo entità. Solo in seguito acquistano la loro identità”.

A dare corpo e voce a chi è stato sempre emarginato è Marina Lupo.

“E’ lei la sorella, l’amante, la madre –  afferma il regista decrivendo il ruolo dell’attrice – Quello di Marina Lupo è un personaggio che ci permette di venire a contatto con l’interiorità del poeta. Con i suoi aspetti più contradditori. Lei, sul palco, vive le domande che tante volte Pasolini si è posto senza riuscire, però, a dare una risposta. E’ un personaggio che ci lascia con parole ed immagini che rimangono nella memoria dello spettatore come qualcosa di non definitivo, non approdato. Che sia una donna a svolgere questo compito è sintomatico della forza del pensiero pasoliniano”.

Tiziana Risolo, altra protagonista dello spettacolo, è la seconda donna in scena.

“Tiziana risolve in sé la forza e la determinazione dell’universo femminile – continua Traversa – Può sembrare strano che in “Pa” trovi ampio spazio la dimensione coraggiosa della donna. Attraversando rivoluzioni, cortei, dando voce alle donne degli anni ‘60 e ‘70, travolgendoci con la passione della divina Callas, ci dona il senso dello smarrimento e della lucida capacità di Pasolini di leggere, a tutto tondo, la presenza della donna nel mondo maschile.

Maurizio Ciccolella, Pasolini sulla scena, è l’interprete dell’anima e del corpo del poeta. Sul palco porta il proprio corpo che, continuamente, muta e sviluppa energie diverse in un manifestare intrigante. E’ Pasolini – conclude Traversa – Ma rappresenta anche noi. Il modo in cui immaginiamo  lo immaginiamo”.

Durante la conferenza stampa è stato sottolineato anche il fondamentale apporto di Letizia Battaglia – fotografa di fama internazionale – al progetto.

Dal canto suo Riccardo Rossano, direttore artistico, ha confessato la sua difficoltà a parlare di Pasolini, per quanto grande sia il personaggio che, va ricordato, nel ‘49 ha partecipato al prestigioso “Premio Taranto” (l’evento letterario che riuniva tutti i migliori scrittori ed intellettuali di Europa) per poi, nel ‘59,  girare il documentario dal titolo.
Prima dell’apertura del sipario, prevista per le 20, in sala Paolo VI, presso la parrocchia Sant’Antonio, alle 19 Giuseppe Puppo parlerà agli studenti dei suoi studi sull’autore.

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