Cultura

Al via le Giornate joniche della cultura

Aprile mese dedicato alla rivalutazione del patrimonio storico di Taranto e provincia


Hanno preso il via, ieri mattina, le “Giornate joniche della cultura”.

Due i momenti che hanno caratterizzato questo primo appuntamento curato dal CQV (il Comitato per la Qualità della Vita) e che ha visto protagonista l’Università di Bari: l’Open day organizzata nella sede di Giurisprudenza dal Dipartimento jonico e, a Palazzo D’Aquino, in collaborazione con l’Istituto per la storia e archeologia della Magna Grecia, l’apertura al pubblico della biblioteca.

Iniziativa, quest’ultima, la cui finalità è soprattutto quella di recuperare nel tempo i suoi 25.000 mila volumi e, allo stesso tempo. «Due momenti importanti che vedono al centro l’Università che tanto si è spesa e si spende per Taranto – sottolinea l’ufficio di presidenza del CQV – Questo esempio deve rappresentare per i tarantini, o meglio per l’intero territorio jonico, l’impegno a far radicare l’università nel territorio, volano di sviluppo per il futuro dei giovani».

Riflettendo sulla Giornata, il Comitato invita gli studenti a scegliere di studiare nella città di Taranto, nonostante alcune criticità che riguardano, per esempio, la facoltà di Scienze ambientali, dopo oltre 20 anni laurea di 1° livello con pochi laboratori e le vocazioni delterritorio (beni culturali e mare attendono di trovare in un serio percorso accademico). Sempre nell’ambito delle iniziative legate alle Giornate della cultura jonica, per domani è invece prevista l’apertura della Biblioteca nel palazzo dell’umanista tarantino, Tommaso Niccolò D’Aquino.

In realtà, così come affermano dalla presidenza del CQV, più che di Biblioteca si dovrebbe parlare di «una piccola parte dell’immenso patrimonio librario dell’Istituto. Le Giornate joniche della cultura devono essere il grimaldello per voltare pagina dando certezze – afferma Carlucci – Taranto, antica città, metaforicamente musa di poeti e di quel mare, ponte naturale tra Oriente e Occidente, Nord e Sud, è stata protagonista di quello scenario culturale che ritrova, nella jonicità della Scuola Pitagorica, la sua più antica e autentica identità, sviluppatasi da Crotone, lungo la costa, fino a quelle acque che, secondo la leggenda, videro Taras cavalcare un delfino. Uno scenario di speculazione filosofica importante, alla ricerca di quell’Archè che i pitagorici ritrovarono nei numeri e nelle figure geometriche. Come CQV – conclude Carlucci – vogliamo mettere in risalto l’antica unità culturale di Taranto con quel pensiero le cui tracce ritroviamo, ancora oggi, non solo nei testi classici e degli contemporanei uomini di cultura, ma anche nella memoria toponomastica e nelle intitolazione di istituzioni scolastiche che riportano nomi quali Pitagora, Archita, Icco, Filonide, Liside». 

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