Cultura

Cultura? Istituzioni impreparate

La difficoltà di organizzare eventi di qualità


TARANTO – «Quando tentiamo di proporre qualcosa alle istituzioni la risposta è sempre blanda, non c’è convinzione». Le parole di Giulio De Mitri, artista, operatore culturale e docente all’Accademia di Belle Arti, sono una conferma: la politica non crede nella cultura, è sempre pigra e distratta quando si tratta di sostenere eventi culturali di qualità.
«Organizzare qualcosa – ammette De Mitri – è sempre più difficile, gli sponsor sono pochi. E Taranto così sta diventando un dormitorio».
La pietra nello stagno l’aveva lanciata Raimondo Musolino, direttore artistico di FotoArte, la manifestazione che prorobabilmente il prossimo anno sarà costretta a traslocare in realtà più attente e sensibili. Una denuncia condivisa da altri operatori culturali, come Clara Cottino ed Elio Donatelli, che TarantoBuonasera ha ascoltato nei giorni scorsi.
«Sono anni – dice ancora De Mitri – che parliamo di realizzare un teatro, una galleria civica e un museo di arte contemporanea. Proprio l’arte contemporanea è una sommatoria di saperi, quindi in questo senso è la massima espressione della cultura. Ma a Taranto l’arte contemporanea non riesce a ricevere attenzione. Le ultime testimonianze risalgono al 2005, quando organizzammo l’Arsenale Mediterraneo di Arte Contemporanea. Poi, più nulla. La colpa, però, è anche dei cittadini. Forse non amiamo la cultura o forse preferiamo accontentarci di eventi nazionalpopolari. Alle amministrazioni dico: chiamate consulenti per la cultura. Di persone che potrebbero dare un contributo a realizzare una programmazione di eventi di qualità a costi contenuti ci sono. Perché non chiamarle?».
Una delle iniziative più interessanti nate a Taranto negli ultimi tempi è senz’altro l’Hauskonzerte: una casa di inizi ‘900 in Corso Umberto, rimasta ferma nel tempo, rinata come affascinante salotto culturale che accoglie mostre e concerti. Animatrice dell’Hauskonzerte è la storica dell’arte Silvia Naccarati. Il suo salotto funziona. «Ma non ho mai chiesto aiuto alle istituzioni», precisa Silvia.
«Solo in una occasione chiesi un sostegno organizzativo al Comune, ma per un altro evento: erano a Taranto degli artisti tedeschi che avevano preso residenza in Città Vecchia. C’era da allestire una mostra con le loro opere. Bene, soltanto una settimana prima dell’evento il Comune ci comunicò che la galleria comunale non era più disponibile per via di alcuni lavori da fare. Alla fine riuscimmo a sistemarci a Palazzo Galeota, dove però non c’era accesso per i disabili e questo ci creò parecchie difficoltà».
Ma dov’è il problema di fondo? «Credo che le persone delle istituzioni siano impreparate. Io ho scelto una strada precisa: preferisco organizzare esperienze di nicchia, non ho alcuna voglia di relazionarmi con le istituzioni».
(2 – fine)

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