L'evento

L’Islam spiegato ai tarantini

La presentazione dell’ultimo libro di Magdi Cristiano Allam

Cultura
Taranto giovedì 14 gennaio 2016
di Nicla Pastore
La presentazione del libro di Magdi Cristiano Allam
La presentazione del libro di Magdi Cristiano Allam © Tbs

Magdi Cristiano Allam e il suo ultimo libro sbarcano a Taranto nella libreria Ubik. “Islam, siamo in Guerra” viene spiegato nella città che accoglie da anni migliaia di profughi salvati in mare dagli equipaggi della Marina Militare.

Una serata in agrodolce quella presentata da Francesca Rana ad un pubblico attento ma anche non omogeneo, teso, pronto anche alla polemica verbale con l’autore ma anche alla contrapposizione intestina come si è dimostrata con i numerosi interventi e domande provenienti dal pubblico e rivolte all’autore. Le tesi e i sentimenti in campo collidono sfociando nella confusione anche ideologica che ci tocca vivere. Salvare i profughi, imperativo della coscienza cristiana, ma anche far rispettare a tutti le leggi, senza distinzioni. E invece Allam spiega che : ”... significa negare la realtà che la stragrande maggioranza dei clandestini sono musulmani, sono giovani maschi dai 20 ai 30 anni, arrivano dalle coste libiche che dal 2011 sono nelle mani dei terroristi islamici, o dalla Turchia il cui regime islamico di Erdogan è il principale sostenitore dell’Isis e dei Fratelli Musulmani”.

Allam ha coraggio e viene dire queste cose dopo qualche ora dall’ultimo attentato a Istanbul, proprio in Turchia. Allam è scortato, come potrebbe non esserlo un egiziano naturalizzato italiano, convertito al cristianesimo, che gira l’Italia anche nella veste di esponente politico di centrodestra e che riceve costantemente minacce da quel mondo islamico così variegato e instabile.

Allam parla chiaramente di una specie di complesso d’inferiorità che affligge la nostra coscienza di occidentali ed europei. “con tutte le sue distorsioni ed anche violenze perpetrate - risponde ad un intervento dal pubblico - non è vero che il colonialismo è stato soltanto un fattore negativo”. Poi la stoccata, forte, al Governo italiano: “Già ora l’Italia è l’unico Stato al mondo che fornisce i documenti d’identità ai clandestini, limitandoci a registrare le generalità che loro declinano in un colloquio dove gli stessi non forniscono alcuna prova di ciò che dichiarano. È l’unico Stato al mondo che ha consentito la presenza sul proprio territorio di oltre 300 mila clandestini entrati in Italia negli ultimi due anni, senza sapere chi veramente siano. E considerando che nei centri di accoglienza ci sono circa 90 mila clandestini, emerge che l’Italia è l’unico Stato al mondo in cui oltre 200 mila clandestini girano indisturbati, anche se di loro non abbiamo né le impronte digitali né una foto-segnaletica.

In uno Stato che si rispetti il capo del Governo e il ministro dell’Interno avrebbero già dovuto rassegnare le dimissioni ed essere incriminati per “alto tradimento”, avendo minato dalle fondamenta la sicurezza dell’Italia”.

Mel suo ultimo libro, già introvabile e in attesa di ristampa, Magdi Cristiano Allam ritorna sulla necessità di fermare “il cancro che è alle porte” minacciando i nostri stili di vita e la nostra civiltà. La politica, le istituzioni, l’opinione pubblica devono arginare questa invasione. I problemi degli africani o degli stati del medio oriente vanno risolti con investimenti mirati in quegli stati non consentendo invece l’ingresso disordinato di centinaia di migliaia di rifugiati in Europa che vanno ad aggravare le nostre finanze già provate. Strappa un applauso Allam quando ricorda gli stipendi striminziti dei componenti le forze armate e le forze dell’ordine e gli ingenti investimenti destinati ai rifugiati. Lo scrittore e politico ricorda l’ultimo attacco alle donne tedesche perpetrato da orde di invasati organizzati e coordinati dalla ‘rete’. “Dietro le aggressioni sessuali di massa - spiega - c’è il contrasto insanabile tra l’islam che ama la morte e la donna che rinnova la vita”.

Un libro da non perdere, dunque. Per chi volesse approfondire davvero i tempi che ci tocca vivere senza aprioristiche sottovalutazioni o elusioni. Ascoltando, anzi leggendo anche le altre visioni. A costo di non essere d’accordo ma anche di rivedere le proprie posizioni. Senza tabù.

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