Cultura

L’Arsenale abbatte il muro

Le preziose pagine di storia dello stabilimento e della città


Il muro, quel muraglione che in tanti vorrebbero demolire a colpi di piccone, in realtà è una porta aperta.

Una porta che conduce ad una storia straordinaria, gelosamente custodita all’interno di un glorioso stabilimento, scrigno di preziosi tesori cesellati dal mirabile lavoro di braccia operaie e operose. La mostra artigiana permanente, allestita fin dal 1978 in Arsenale, è un libro di storia. Scritto dal popoloso esercito degli arsenalotti che un tempo brulicavano nelle officine meccaniche dove si sono formate eccellenti maestranze e brevetti concepiti dal genio lavorativo di operai, allievi operai e persino medici, come Giuseppe Barbagallo, ideatore di un apparecchio capace di riutilizzare i vapori per debellare un tremendo e mortale focolaio di peste bubbonica che si diffuse nel 1945 con l’attracco di un mercantile maltese. Scorrendo tra foto d’epoca, modelli in scala e formidabili pezzi unici originali si ha il piacere di riscoprire non solo la storia di questo immenso stabilimento, una vera e propria cittadella che si estende su 90 ettari; si leggono pagine spesso scosciute della città.

A cominciare dalla scoperta che proprio quel muro, edificato sul finire dell’800 quando cominciò la costruzione dell’Arsenale, è figlio dei lavori di sbancamento del canale navigabile: ogni pietra estratta dal Canale fu modellata e riutilizzata per costruire il muraglione: un tangibile segno di continuità storica che Taranto ha il dovere di preservare, non di demolire. Si scoprono anche i segreti della villa di monsignor Capecelatro, a partire dalla sua esatta ubicazione, talvolta erroneamente creduta negli spazi delll’attuale villa Peripato o dell’Ospedale Militare.

C’è un plastico, che ricostruisce la Taranto pre-arsenalotta, che racconta molto della città del XIX secolo e ci sono immagini e reperti autentici, come la magnifica polena di un veliero costruito proprio in Arsenale ed esposto nel 1949 nella rotonda della Villa Peripato in occasione dell’ultima edizione della mai troppo ricordata Fiera del Mare. Testimonianza dell’intreccio indissolubile tra storia dello stabilimento e storia della città. Un intreccio che ora viene disvelato grazie al rilancio della Mostra Storica Artigiana che, sebbene esista da quasi quarant’anni, oggi sta ritrovando slancio grazie al lavoro illuminato del capo servizio Gabriella Esposito, del capo nucleo Ferdinando Miglio e dei preziosissimi depositari di storie e aneddoti come Francesco Bruno, Lorenzo Filomena, Piero Nardelli. Visitando quelle sale sembra di udire ancora il frastuono di macchine e utensili, sembra di rivedere ancora all’opera le migliaia di lavoratori che fecero grande l’Arsenale di Taranto, dal varo della Nave Puglia a quello della Nave Quarto che nel 1967 fece calare il sipario su quella parte di attività dello stabilimento.

Da allora, e con la chiusura della fonderia, si sono via via smarrite maestranze e saperi. Patrimonio che però ora ha la possibilità di tornare a nuova vita, se davvero si riuscirà, grazie anche al Contratto Istituzionale di Sviluppo, a valorizzare l’Arsenale come orginalissimo percorso storico-culturale. Questo è il vero abbattimento del muro che separa l’Arsenale dalla Città. Quello fisico i nostri figli non ce lo perdonerebbero, come oggi non perdoniamo chi, senza riguardo per la storia, demolì l’antica Taranto per far posto alla Taranto Nuova.

La Mostra Storica Artigiana è aperta dal lunedì al venerdì, dalle 8.00 alle 12.00.
Ingresso libero con obbligo di prenotazione.
Tel. 099. 7752823 099.7752211

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

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