Cultura

L’anima dei Riti nelle foto di La Fratta

In libreria “Settimana Santa a Taranto”, pubblicato da edit@


TARANTO – «In fondo questo libro è una occasione per parlare della città. Oggi Taranto è una città in decadimento e io ho voluto portare lo sguardo su quel che c’è al di là dei perdoni».
Carmine La Fratta ha impiegato anni a scattare foto sui Riti. Quell’immenso lavoro è oggi raccolto nel volume “Settimana Santa a Taranto” pubblicato da edit@ nella Collana Illustrati curata da Luciano Manna: oltre 160 fotografie con i testi di Edoardo Winspeare, Claudio Bernardi e i contributi di Domenico Sellitti, Raffaele Vecchi, Antonello Papalia, Giuseppe Orlando, Antonio De Padova, Cinzia Cardone.
«Questo lavoro – racconta Carmine La Fratta – raccoglie gli scatti degli ultimi quattro-cinque anni: dalla Domenica delle Palme fino alla chiusura dei Riti. è impossibile fotografare la Settimana Santa di Taranto in un solo anno: ogni volta scopri qualcosa di nuovo, che non hai visto l’anno precedente. Nella nostra Settimana Santa bisogna saperci “entrare”».
E non è certo semplice scattare l’evento più scattato a Taranto riuscendo a cogliere aspetti inediti. «Non so se nelle mie foto ci sono elementi di originalità rispetto ad altre. Ma questo, francamente, è un aspetto che mi interessa poco. Quello che mi sta più a cuore, invece, è riuscire a mostrare ciò che effettivamente ho voluto dire, con le mie emozioni e secondo il mio modo di vedere la vita».
C’è un tratto che accompagna il bianco e nero della Settimana Santa di La Fratta: la grande partecipazione popolare. «Sì, è la gente la vera protagonista dei Riti. Siamo tutti uniti in questi giorni, poi torniamo a dividerci».
«La partecipazione dei tarantini alla Settimana Santa – osserva l’editore Domenico Sellitti – è elemento che aggrega. Pensiamoci: oggi il tarantino non ha più nulla in cui riconoscersi: Taranto è colpita da una grave disgregazione politica, culturale e sociale. In un momento in cui manca un elemento cardine intorno al quale far ruotare la vitalità della città, la Settimana Santa è l’unico momento che unisce. Carmine ha fotografato l’anima dei Riti, la partecipazione di popolo, senza la quale non sarebbe la Settimana Santa. Questi giorni sono il collante fra Taranto e i tarantini. Questo fenomeno è peculiare della Settimana Santa, non si verifica neppure a Natale e a San Cataldo».
Il libro ha anche un’altra funzione, come spiega lo stesso Sellitti: «In queste iniziative editoriali c’è il coraggioso tentativo di restituire alla città un pezzo di tradizione che rischia di scomparire. Penso anche alle nostre pubblicazioni di Cataldo Sferra e Alfredo Nunziato Majorano. C’è una tradizione da mantenere viva».
Non sempre, però, questi coraggiose imprese sono sostenute da una azione politica corale di valorizzazione della storia e delle tradizioni tarantine. «Spesso non c’è inventiva, non c’è il gusto di rischiare e neanche il gusto per la bellezza. In giornate di grande partecipazione come questa e di richiamo turistico è una beffa, ad esempio, che la galleria comunale sia vuota, non ci sia nulla, nessuna mostra sui Riti, nessuna inizativa per richiamare a Taranto artisti provenienti da fuori. In fondo, è proprio questo il grande limite dei tarantini: ci vantiamo di essere stati capitale della Magna Grecia, ma non sappiamo valorizzare la nostra cultura».

(e.f.)

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