Cultura

​Nobilissima Taranto, la battaglia di Nello​

Carmine De Gregorio e i beni culturali della città


“Gli ipogei sono circa sessanta,
dei quali solo una trentina fruibili e
visitabili. Solo 4 sono di proprietà comunale.
Gli altri sono gestiti dalla nostra associazione
sulla base di un rapporto fiduciario
con i privati. L’unico ipogeo scoperto nel
Borgo nuovo è in via Cavour. Dopo aver
gestito gli ipogei comunali per due anni,
siamo stati estromessi in attesa che venisse
espletato un bando di gara. Dopo due anni,
però ed un primo bando annullato per
irregolarità burocratiche, siamo ancora in
attesa di sapere a chi verranno assegnati
col bando terminato nel 2017. Ovviamente,
se non dovessero essere assegnati a noi,
siamo pronti a fare ricorso al Tar”.

Carmine
De Gregorio, per tutti Nello, fondatore e
presidente dell’Associazione ‘Nobilissima
Taranto’, a difesa dei beni culturali della
città, è anche un battagliero, visto che, anche
da ex politico ed amministratore della cosa
pubblica, sa come districarsi tra i meandri,
a volte oscuri, della politica.
La cosiddetta Taranto sotterranea è così
riemersa dalle tenebre dell’abbandono
grazie al suo stoico lavoro di ricercatore e
di provetto archeologo, dapprima da solo,
poi con l’amico Pino Loconte. In seguito
si sono aggregati il prof. Mario Lazzarini
e l’archeologa Silvia De Vitis del MarTa.
Un’impresa titanica se proviamo solo ad
immaginare cosa comporta “scavare e ripulire”,
letteralmente a mano, quegli ipogei
abbandonati da tanto tempo. “Non ho fatto
studi classici – aggiunge Nello – perché mio
padre mi volle indirizzare a quelli scientifici.

Conosco a mala pena quelle lettere dell’alfabeto
greco solitamente utilizzate come
simboli nella matematica, nella chimica e
nella fisica. Col latino va poco meglio ma
solo per la discreta conoscenza di un certo
numero di massime o di declamazioni ed
illustrazioni, passate alla storia e rivenienti
dai più famosi autori classici. La passione
per l’archeologia e la storia dell’arte, però, è
stata sempre radicata in me fin dalla tenera
età. Ho visitato tutti i luoghi mitici della
Grecia: da Atene a Sparta, da Micene a
Corinto e a Rodi, da Delfi ad Olimpia…”.

Vuoi trovarlo per stare con lui e dialogare
piacevolmente di storia patria tarantina, di
aneddoti, di cultura, di promozione e di proposte
culturali…di tutto e di più, insomma?
Nello De Gregorio sta lì nella sua Associazione
in via Duomo, oppure in giro per la
città vecchia ad accompagnare, da sapiente
cicerone, chiunque abbia voglia di conoscere
la storia della città. Per mia fortuna, recentemente,
è venuto lui dal sottoscritto. Ci
siamo incontrati nello storico Palazzo Santacroce,
in vico Seminario, ora trasformato
ed adibito a Centro di accoglienza notturna
per i bisognosi e senza tetto, così come
fortemente voluto dall’Arcivescovo Mons.
Filippo Santoro. Manco a dirlo, la sapiente
trasformazione dello storico immobile ha
entusiasmato Nello a tal punto che è partita
subito l’idea di raccontarne la storia insieme
a quella dei nobili residenti.

Dalle parole ai
fatti: “la faremo il prossimo 29 aprile, con
l’ineludibile e preziosa collaborazione di
Giovanni Guarino, storico animatore del
Crest, che in quella occasione ci svelerà
altre testimonianze preziose su personaggi
importanti della storia poco conosciuta della
città. L’occasione della fausta giornata sarà
anche utile per far conoscere, urbi et orbi,
che Taranto merita, a pieno titolo storico e
religioso, di far parte dei pellegrinaggi delle
vie francigene, in quanto nella Basilica della
Natività a Betlemme, su una colonna è raffigurata
l’immagine del nostro San Cataldo
e quindi della sua presenza in Terra Santa.
Purtroppo, l’ignoranza in materia di qualche
amministratore regionale, ha impedito
questo riconoscimento. Sarebbe opportuno
battere i pugni sul tavolo per farli rinsavire”.
Ancora una volta, riappare opportunamente
il battagliero in difesa della storia patria.

La
sua bibliografia si arricchisce ogni giorno di
più. L’ultima sua fatica è “E’ la città se ne
venne al Borgo”. Una vera e propria esplorazione,
con tanto di foto, di quel gioiello
architettonico ed urbanistico che sono i suoi
palazzi, le sue strade ed i suoi “isolati”. E’
un patrimonio di storia e di conoscenza che
dovrebbe far parte costante dell’educazione
storica dei tarantini, sin dai tempi scolastici.
Una grave lacuna di storia della città dei due
mari. Qualche sera fa, Gianni Liviano con la
sua “La città che vogliamo” gli ha riservato
la scena: “Sono ancora emozionato – confessa
il Nostro – perchè al mio fianco c’era
il mio amico, l’architetto Mario Carobbi,
nostro valente concittadino emigrato in quel
di Lucca (ahimè!) e tra i presenti, c’erano altri
professonisti del calibro dell’arch. Franco
Blandino, dell’ex assessore all’urbanistica
Blasi, l’ing. Farese, l’on. Angelici, l’arch.
Mimmo Netti, dirigente ai LL.PP. del Comune,
che, tra l’altro, ha dato in anteprima
buone notizie relative alla valorizzazione
dell’area ex Baraccamenti Cattolica ed al
restauro innovativo del cinema Fusco. Ne
sono stato onorato”.

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