Cultura

La fabbrica delle nuvole

Il racconto di Anna Paola Lacatena vincitore del Campionato della Bugia


L’autrice tarantina
Anna Paola Lacatena ha vinto il
primo premio al 42° Campionato
Italiano della Bugia – Sezione
Letteraria – che si è svolto a Le
Piastre, in provincia di Pistoia.
Presidente della giuria era Paolo
Veronesi, vincitore del Premio
Strega 2006.
Anna Paola ha vinto con il racconto
“Nuvole”, una sferzante
bugia sul rapporto tra città e
Ilva. Anna Paola Lacatena aveva
già vinto il premio nel 2014, mente
lo scorso anno si era aggiudicata
il bugiardino d’argento.
Ecco il racconto che TarantoBuonasera
pubblica per gentile
concessione dell’autrice.

“NUVOLE”

Rallentando appena la corsa
dell’auto lungo la strada statale
106, che collega Taranto a Reggio
Calabria, disse: «Vedi Federico, è
lì che lavora tuo padre.»
Stentoreamente il piccolo orientò
lo sguardo alla sua destra.
Quasi a voler sfuggire al perimetro
delineato e rigido dell’abitacolo, si
sporse fino a che il suo nasino non
si schiacciò contro la superficie,
fredda e umida, del vetro dello sportello posteriore dell’auto.

Si sentì invaso dalla maestosità di
quanto gli si era stagliato dinanzi.
«Com’è grande nonno! È bellissimo!»
asserì con una esse ostaggio
di un sigmatismo da mancanza di
incisivi.
Chissà cosa i suoi occhi avevano
scorto in quell’enorme agglomerato
di ferro e acciaio.
Magari la fiamma prepotente
dell’ultimo altoforno ancora in funzione
gli aveva consegnato l’idea di
un padre eroico, impegnato a sfidare
figure mitologiche e terribili.
A pensarci bene, in fondo in fondo,
la sua visione non era poi così
distante dalla realtà.
«E che cosa costruiscono, nonno?!»

L’anziano signore testimone della
nascita, collocabile intorno alla
fine degli anni ‘60, di un insediamento
industriale che per tutti oggi
rappresentava solo “la fabbrica dei
veleni”, non se la sentì di prodigarsi
in una dissertazione sulla produzione
di laminati in acciaio.
«… Nuvole. Creano le nuvole!»
tagliò corto.
«Bello nonno! Le nuvole…», sbalordito
Federico diresse lo sguardo
verso l’alto, attribuendo la genesi
di tutto ciò che copriva l’incerto
azzurro del cielo all’opera del
proletariato locale ma più ancora
all’impegno e alla dedizione di
suo padre.
Giunti a casa, la nonna dispose sul
tavolo la minestra accompagnando
il tutto con l’apparente innocua
considerazione: «Mi sa che oggi
piove…»
Alla stessa il piccolo con fierezza
rispose: «Eh certo! Papà oggi è di
turno…»

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