Cultura

​Brindisi ha scelto l’arte contemporanea​

Il sindaco Riccardo Rossi a Taranto per i Dialoghi sulla cultura


«Cultura non è la semplice
presentazione di un libro o l’allestimento
di una mostra. Cultura è tracciare
un percorso, costruire una identità.
Cultura è la produzione di senso di
una società». Parole di Riccardo Rossi,
sindaco di Brindisi, che il 14 novembre
ha partecipato al primo dei “Dialoghi
sulla cultura” organizzati dalla Casa del
Libro Mandese.

Rossi ha spiegato a Taranto quale strada
si sta seguendo nella sua Brindisi. Partendo
però da un presupposto: «Non è
vero che a Taranto non c’è cultura. A
Taranto, come del resto a Brindisi, si è
sviluppata una cultura del conflitto che
finirà nei libri di storia». Il riferimento è
allo sviluppo industriale, alle contraddizioni
che ha determinato e, appunto, alla
cultura che si è sviluppata all’interno di
questo solco.

«Brindisi – ha detto Rossi
– è stata la capitale del contrabbando.
Bene, è cultura anche quella, è quella
la cultura che si è sviluppata in un determinato
periodo storico».
Ora si punta su una nuova narrazione,
più attenta ai valori artistici: «Stiamo
cercando di sviluppare un discorso
sull’arte contemporanea, perché in maniera
trasversale riflette il presente e ciò
che verrà». E la sede di riferimento dovrebbe
essere il porto, luogo di transito,
di arrivi e partenze. Una magnifica metafora
per diventare centro di attrazione
artistica. Brindisi vuole dunque porsi
all’attenzione della contemporaneità
non attraverso patetiche operazioni di
nostalgia, ma elaborando proposte inedite.
Ecco, mentre Taranto ha nel suo
patrimonio urbano due enormi – e purtroppo
non apprezzati – esempi di arte
contemporanea, come la Piazza Fontana
di Nicola Carrino e la Concatterdrale di
Gio Ponti, Brindisi si proietta nel futuro,
superando ogni retaggio per tracciare
una sua nuova identità. Che andrà a interessare
anche i programmi di rigenerazione
urbana.

«Vogliamo trasformare il
quartiere Paradiso nel più grande parco
di street art urbana d’Europa. Ogni quartiere
avrà dunque una sua identità per sviluppare tra i suoi abitanti l’orgoglio
dell’appartenenza. Il tema dell’identità
ci è molto caro. Vogliamo costruire un
tratto distintivo della città e delle sue
periferie, perché la rigenerazione deve
essere soprattutto umana e sociale, ma
ci vuole una visione».
E se il quartiere Paradiso avrà questo
profilo artistico, per Sant’Elia ci sarà
una connotazione sportiva: «Lì vogliamo
realizzare la cittadella dello sport».
Ma è su tutti i quartieri di Brindisi che
Rossi vuole lavorare per la rigenerazione.
Il metodo: l’ascolto. La strategia:
l’assessorato itinerante.

Spiega il sindaco:
«L’amministrazione trascorrerà una
settimana in ogni quartiere e vivere lì
per cogliere i problemi ed ascoltare le
esigenze di chi ci abita, anche per stimolare
la partecipazione».
Rossi è poi tornato sullo sviluppo industriale
di Taranto e Brindisi e sui
conflitti che quel tipo di sviluppo ha
determinato: «Io ho fatto le battaglie
per la chiusura della centrale di Cerano,
ma non possiamo dimenticare che prima
dell’avvento della grande industria
Taranto e Brindisi erano caratterizzate
da un’economia di sussistenza. L’errore
che spesso si commette è quello di leggere
gli eventi con lo sguardo di oggi,
invece bisogna calarsi in quella che era
la realtà al tempo in cui ci sono stati
quegli insediamenti».
Prossimo appuntamento con i Dialoghi
sulla cultura: il 21 novembre con Antonella
Agnoli, assessore alla cultura del
Comune di Lecce. Sempre alla libreria
Mandese, in viale Liguria.

Enzo Ferrari
Direttore responsabile

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