Cultura

​Festa di balli, luci e suoni nella Notte della Taranta​

Al teatro Orfeo l’inaugurazione della 75ª stagione concertistica Amici della Musica “A.Speranza”


Festa di suoni e di luci venerdì sera al
teatro Orfeo per l’inaugurazione della 75ª stagione
concertistica Amici della Musica “A.Speranza”.

L’orchestra della Notte della Taranta ha virtulmente
trasformato il teatro cittadino in una piazza salentina
in festa, coinvolgendo da subito il pubblico nei ritmi
tipici della “taranta”.
Taranta è ballo ma soprattutto musica dalle origini ancestrali
dei popoli salentini, detta iatro musica perchè
pare riuscisse ad esaurire, seppur in modo empirico,
gli effetti negativi legati alla puntura di un particolare
ragno, la tarantola appunto. L’ensamble composta da
dodici elementi ha proposto venti pezzi facenti parte
del repertorio della Notte della Taranta, tra questi La
Taranta di Lizzano e La pizzica di Taranto, due brani
frutto di una ricerca fatta da Salvatore Cavallo Galeanda,
fragagnanese del Gruppo i Mandatari in organico
nella formazione della Notte della Taranta che presentano
delle variazioni rispetto a quelle tramandateci da
Alfredo Majorano e risalenti agli anni ’50.

La Taranta di Lizzano ad esempio presenta la terza
maggiore negli accordi in minore e la terza minore negli
accordi in maggiore – ci spiega il direttore Daniele
Durante – sottolineando come sia sempre arbitrario
stabilire le origini di un pezzo sulla base delle fonti,
dal momento che ogni fonte ritrovata non è che la
versione praticata di quella musica in un momento
storico e in una particolare area geografica. In questa
chiave di lettura è importante l’attività dell’Orchestra
della Taranta perchè riattualizza volta per volta con
un gusto suo proprio, contemporaneo la musica, la
ricontestualizza pur conservando gli elementi estetici
musicali essenziali.
La tradizione se non si ricontestualizza muore, – ci
dice Durante – se non si tradisce diventa una cosa
del passato, diventa archeologia da studiare sui libri
o porre nei musei.
Della formazione spiccava il violino solista di Giuseppe
Astore, la fisarmonica di Roberto Gemma ed i fiati
di Nico Berardi, fondamentali nel delineare
la linea melodica che si intrecciava su quella
ritmica delle percussioni segnate da Roberto
Chiga e Alessandro Monteduro sviluppando
sonorità a volte dal sapore orientaleggiante e
a volte partenopeo.

La carrellata musicale si è snodata attraverso
brani, tra gli altri, come la pizzica di San Vito,
Kalinitta, Antiduto tarantole, sfondo alle belle
coreografie dei due danzatori Laura Boccadamo
e Fabrizio Nigro, ormai emblema della
Notte della Taranta melpignanese. Pubblico
entusiasta e coinvolto.

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