Cultura

​I Volti della Passione in mostra ​

Mercoledì l’inaugurazione nella chiesa del Carmine


Il conto alla rovescia è terminato.
Mercoledì 20 febbraio, alle 18.30, l’arcivescovo di
Taranto, monsignor Filippo Santoro, inaugurerà
nella chiesa del Carmine a Taranto la seconda
edizione di “Facies Passionis”, la mostra che,
esponendo i volti della Passione attraverso le
statue delle processioni della Settimana Santa,
vuole raccontare al pubblico dei visitatori alcune
particolarità del Mezzogiorno d’Italia.

La prima è
che le tradizioni religiose popolari sono una componente fondamentale della storia, della cultura e
della civiltà delle nostre comunità. Inoltre, le statue
conservate da tante Confraternite sono una straordinaria testimonianza d’arte che parte dal 1600 ed
arriva agli inizi del secolo scorso. Un patrimonio
culturale che va tutelato, curato, ma soprattutto
valorizzato e fatto conoscere. La terza particolarità
è che le processioni, in questo caso quelle della
Settimana Santa che ad aprile animeranno le nostre
città e i nostri paesi con grande partecipazione
di popolo, sono una forma di evangelizzazione
diretta, immediata, dall’espressività semplice, ma
non per questo meno efficace, coinvolgente ed
emozionante.

Unire fede, tradizione ed arte ha così portato
l’Arciconfraternita del Carmine di Taranto ad organizzare la seconda edizione di “Facies Passionis”,
forte anche del successo dello scorso anno, quando
ai primi di febbraio, in quattro giorni, ben 10mila
persone hanno varcato il portone principale del
Carmine per ammirare le statue esposte. E anche
stavolta i simulacri sono dieci e vengono non solo
dalla Puglia, dalla Capitanata al Salento, passando
per Bari e Taranto, ma anche dalla Sicilia: da Trapani per l’esattezza.

Come la Puglia, infatti, anche
l’isola mediterranea racchiude un patrimonio di
spiritualità, non disgiunto da aspetti religiosi e
artistici, e quindi l’Arciconfraternita del Carmine, grazie all’ausilio dell’arcivescovo di Trapani,
monsignor Pietro Fragnelli, ha ritenuto opportuno
gettare un ponte al di là dello Stretto. Questo sta a
dimostrare come l’obiettivo dell’Arciconfraternita
del Carmine è quello di far crescere di spessore
e di rilievo la mostra “Facies Passionis” per farla
diventare un punto di riferimento del mondo
confraternale.

L’edizione del 2019 oltre al Carmine vede coinvolti
l’Arcidiocesi di Taranto, il Comune di Taranto, la
Regione Puglia attraverso l’assessorato all’Industria turistica e culturale, il Teatro Pubblico Pugliese e Piil Cultura, l’Università degli studi di Bari
“Aldo Moro”, l’Ordine degli avvocati di Taranto,
la Scuola forense di Taranto e la Banca di credito
cooperativo di San Marzano di San Giuseppe che
è il tesoriere dell’Arciconfraternita. I sodalizi
religiosi partecipanti sono dieci: Ceto muratori e
scalpellini di Trapani, Ceto calzolai, calzaturieri e
pellettieri di Trapani, Comitato Settimana Santa di
Palese-Bari, Confraternite di Carbonara-Bari, Comitato I Misteri di Valenzano-Bari, Confraternita
di Sant’Anna di Trinitapoli-Foggia, Confraternita
del Santissimo Crocifisso di Gallipoli-Lecce,
Confraternita Natività e Dolori di Martina FrancaTaranto e Arciconfraternita del Carmine di Taranto.

La mostra, ad accesso libero e gratuito, resterà
aperta sino alla sera del 24 febbraio. Nei quattro
giorni di esposizione, nella chiesa del Carmine
non avranno luogo le consuete funzioni religiose.
Belle e suggestive le statue che i visitatori di
“Facies Passionis” avranno modo di ammirare.
Un percorso coinvolgente in uno dei momenti
fondamentali della vita di Gesù, dall’ultima cena
con gli apostoli alla sua spoliazione prima della
crocifissione, unito al dolore profondo di Sua
Madre Maria. Le statue dell’edizione 2019 sono
La Flagellazione ed Ecce Homo da Trapani, La
Spoliazione da Valenzano, L’Ultima Cena da
Palese, Il Trasporto da Carbonara, Il Calvario da
Gallipoli, La Pietà da Trinitapoli, La Caduta da
Mottola, l’Addolorata da Martina Franca e Gesù
Morto da Taranto. Il Carmine ha scelto di esporre
la statua più prestigiosa della processione dei Misteri che, nei giorni scorsi, è tornata nella chiesa di
appartenenza dopo dei lavori di restauro artistico.
In parallelo alla mostra, nei quattro giorni ci saranno anche delle iniziative collaterali.

La più importante è costituita dal convegno che, dalle 9, si terrà
il 22 febbraio nella sede dell’Università di Bari,
ex caserma Rossarol in via Duomo (città vecchia
di Taranto), dal titolo: Le Confraternite e le nuove
sfide: fede, arte, diritto e Terzo Settore. Il convegno
sarà articolato in due sessioni con conclusione nella
mattinata del 22. Interverranno tra gli altri l’arcivescovo di Taranto, monsignor Filippo Santoro, il
vescovo di Castellaneta, monsignor Claudio Maniago, monsignor Giuseppe Baturi, sottosegretario
della Conferenza episcopale italiana, l’arcivescovo
monsignor Juan Ignacio Arrieta, segretario del
Pontificio Consiglio per l’interpretazione dei testi
legislativi (l’equivalente, per la Chiesa cattolica,
della Corte Costituzionale italiana), il generale dei
Carabinieri, Claudio Vincelli, comandante delle
Unità specializzate dell’Arma, tra le quali rientra
quella che si dedica alla tutela del patrimonio artistico. Interverranno inoltre docenti universitari,
rappresentanti delle Confraternite e dell’Ordine
degli avvocati di Taranto e della Scuola forense di
Taranto, con cui l’iniziativa di venerdì è promossa.
Oltre ai volti della Passione, ci saranno anche i
suoni della Passione con due momenti musicali in
piazza Carmine entrambi alle 19.30.

Il primo il 21
febbraio col complesso bandistico “Montanaro” di
Mottola diretto da Barbara Gigante e il secondo il
23 febbraio con l’orchestra di fiati “Delle Cese” di
Bitonto-Bari (che torna a Taranto dopo la prima
edizione) diretta da Vittorio De Santis.
Domenica 24 febbraio conclusione di “Facies Passionis” con gli interventi dei padri spirituali, dei
priori e degli amministratori delle Confraternite
partecipanti in un incontro al Castello Aragonese
di Taranto (dalle 17) cui seguirà la celebrazione
della messa, alle 18.30, nel Santuario della Madonna della Salute nella città vecchia di Taranto
da parte degli stessi padri spirituali.

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