Cultura

​L’arte new horror tra Aquaman e Zombie​

Due volumi del critico Edoardo Trevisani


Ha sfornato due ottimi
lavori il giovane critico cinematografico Edoardo Trevisani, che ha dato
alle stampe, per due case editrici
specializzate, due volumi: il primo,
in collaborazione con il critico Nico
Parente, dedicato al regista malaysiano
naturalizzato australiano James Wan;
il secondo come autore unico dedicato
a Rob Zombie, personaggio a sé della
cultura immaginifica e massmediatica
mondiale.

“James Wan, da Saw e Insidious al
Conjuring Universe e Aquaman” è
il titolo del volume che Trevisani e
Parente hanno pubblicato per le edizioni salernitane NPE, per la Collana
Narrativa diretta da Nicola Pesce. Si
tratta del primo volume pubblicato in
Italia sull’opera di uno degli esponenti
di riferimento, forse il più grande, nel
panorama del New Horror, che mette
in equilibrio l’artigianalità del cinema
degli anni Settanta e le esigenze complesse del pubblico odierno. Il libro
ripercorre l’intera e particolarmente
intensa filmografia che conta ben 23
pellicole compresa la recentissima
“Aquaman”, che al botteghino ha registrato un incasso superiore al miliardo
di dollari. Un film, quest’ultimo, che
forse ha fatto pensare a una svolta tematica, pur non essendo il primo caso
di cinecomic nella carriera fulminante di Wan, che per questo lavoro adatta
gli schemi tenebrosi suoi caratteristici
al genere fumettistico.

Si tratta, come
rilevano gli autori, di un film denuncia contro l’inquinamento marino
e gli evidenti rischi che il degrado
dell’ambiente prodotto specie umana
sta provocando alla terra.
“Devil’s eyes: Rob Zombie tra il palco
e lo schermo” è invece il titolo del volume che Trevisani ha pubblicato con
le edizioni Shatter, con la prefazione
di Fabio Giovannini. Dalla musica
rock al cinema horror, dalle atmosfere
circensi alla cultura pop nutrita di fumetti, fanzine e serial, quello di Rob
Zombie è un universo allucinato, contaminato di miriadi di influenze, ma
che si sostanzia in un’estetica originale,
corrosiva, delirante, apparentemente
immediata per i riferimenti e citazioni,
quanto acuta e inquietante nel proprio
intimo.

Su questo indaga l’autore,
che ricostruisce la vicenda di Robert
Bartleh Cummings, nato a Haverhill
nel Massachusetts nel 1965, che passa
dalla musica, al cinema ai fumetti e
che nel 1985 fonda il gruppo White
Zombie con la fidanzata Sean Yseult.
È il salto in uno dei tanti universi che
lo caratterizzerà e che vede finora
accumularsi una ventina di dischi, undici film, tra cui “Hallowen II” e “Le
streghe di Salem”, una lunga serie di
video e anche alcuni spot pubblicitari.
Questi ultimi lavori di Trevisani, che
insegna Teoria e metodo dei masse media all’Accademia di Belle arti Fidia,
è giornalista e critico del settimanale
“Nuovo Dialogo”, si aggiungono a
quelli già realizzati su Freddy Krueger,
sulla cinematografia sullo squalo, sui
film ispirati a Lovecraft, e ai due volumi dedicati alla rappresentazione della
paura e della violenza. Un percorso che
si addentra a estrapolare i significati
metaforici del cinema horror e sulla
sua capacità di rappresentare, direttamente o indirettamente, le inquietudini
della civiltà occidentale e soprattutto
americana.

Enzo Ferrari
Direttore responsabile

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