Cultura

La via Petrina: presentato il progetto turistico

Taranto città-pilota dell'iniziativa che prevede itinerari, paesaggi, poli culturali e aree accomunate dal culto petrino


L'attore tarantino, Massimo Cimaglia

TARANTO – “La via Petrina – Il viaggio di San Pietro dalla Puglia a Roma” è il nome del progetto turistico della Polisviluppo presentato, questa mattina, al MuDi dai rappresentanti della cooperativa, da Angelofabio Attolico del dipartimento Turismo, Cultura e Territorio della Regione Puglia, dall’assessore comunale alla Cultura, Fabiano Marti e da don Francesco Simone, direttore del Museo Diocesano e dell’ufficio Diocesano per i Beni Culturali Ecclesiastici.
Taranto sarà la città-pilota di questa iniziativa che coinvolgerà tutta la Regione con itinerari, paesaggi, poli culturali e aree accomunate dal culto petrino, caratterizzate dal binomio mare-terra. L’obiettivo è la creazione di un turismo lento e sostenibile. Quella Petrina è una rete di luoghi legati da un comune denominatore (la tradizione del passaggio di San Pietro) dal Gargano al capo di Leuca, all’interno del quale il fruitore potrà scegliere il proprio percorso.
Gli archeologi della Polisviluppo provvederanno a una mappatura di tutte le località pugliesi in cui è forte il culto del primo Papa. Ogni località avrà la denominazione di “Città Petrina”, con la realizzazione di pannelli info-grafici, documentazioni fotografiche, pagine social dedicate e un documentario per raccontare tutte le tappe del programma.
Il primo evento gratuito si terrà sabato 29 giugno, giorno di San Pietro, alle 20:30 all’interno della Cripta del Redentore, in via Terni
Oltre alla visita guidata del sito, durante la serata è previsto il reading teatrale “Petrus – Antichità e mutevole sorte dei tarantini”, a cura dell’attore Massimo Cimaglia che ha teatralizzato gli scritti di Giovan Giovine. Inoltre, spazio all’archeologia sperimentale “Vivi la storia” con il rituale de “La barca di San Pietro”.
Il luogo di partenza è stato scelto per la presenza della fonte d’acqua che dal XVII secolo fu identificata come la fonte di Helios della leggenda petrina a Taranto.

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