L'incontro

​Brindisi ha scelto l’arte contemporanea​

Il sindaco Riccardo Rossi a Taranto per i Dialoghi sulla cultura

Cultura
Taranto lunedì 19 novembre 2018
di Enzo Ferrari*
Riccardo Rossi, sindaco di Brindisi
Riccardo Rossi, sindaco di Brindisi © Tbs

«Cultura non è la semplice presentazione di un libro o l’allestimento di una mostra. Cultura è tracciare un percorso, costruire una identità. Cultura è la produzione di senso di una società». Parole di Riccardo Rossi, sindaco di Brindisi, che il 14 novembre ha partecipato al primo dei “Dialoghi sulla cultura” organizzati dalla Casa del Libro Mandese.

Rossi ha spiegato a Taranto quale strada si sta seguendo nella sua Brindisi. Partendo però da un presupposto: «Non è vero che a Taranto non c’è cultura. A Taranto, come del resto a Brindisi, si è sviluppata una cultura del conflitto che finirà nei libri di storia». Il riferimento è allo sviluppo industriale, alle contraddizioni che ha determinato e, appunto, alla cultura che si è sviluppata all’interno di questo solco.

«Brindisi – ha detto Rossi – è stata la capitale del contrabbando. Bene, è cultura anche quella, è quella la cultura che si è sviluppata in un determinato periodo storico». Ora si punta su una nuova narrazione, più attenta ai valori artistici: «Stiamo cercando di sviluppare un discorso sull’arte contemporanea, perché in maniera trasversale riflette il presente e ciò che verrà». E la sede di riferimento dovrebbe essere il porto, luogo di transito, di arrivi e partenze. Una magnifica metafora per diventare centro di attrazione artistica. Brindisi vuole dunque porsi all’attenzione della contemporaneità non attraverso patetiche operazioni di nostalgia, ma elaborando proposte inedite. Ecco, mentre Taranto ha nel suo patrimonio urbano due enormi – e purtroppo non apprezzati - esempi di arte contemporanea, come la Piazza Fontana di Nicola Carrino e la Concatterdrale di Gio Ponti, Brindisi si proietta nel futuro, superando ogni retaggio per tracciare una sua nuova identità. Che andrà a interessare anche i programmi di rigenerazione urbana.

«Vogliamo trasformare il quartiere Paradiso nel più grande parco di street art urbana d’Europa. Ogni quartiere avrà dunque una sua identità per sviluppare tra i suoi abitanti l’orgoglio dell’appartenenza. Il tema dell’identità ci è molto caro. Vogliamo costruire un tratto distintivo della città e delle sue periferie, perché la rigenerazione deve essere soprattutto umana e sociale, ma ci vuole una visione». E se il quartiere Paradiso avrà questo profilo artistico, per Sant’Elia ci sarà una connotazione sportiva: «Lì vogliamo realizzare la cittadella dello sport». Ma è su tutti i quartieri di Brindisi che Rossi vuole lavorare per la rigenerazione. Il metodo: l’ascolto. La strategia: l’assessorato itinerante.

Spiega il sindaco: «L’amministrazione trascorrerà una settimana in ogni quartiere e vivere lì per cogliere i problemi ed ascoltare le esigenze di chi ci abita, anche per stimolare la partecipazione». Rossi è poi tornato sullo sviluppo industriale di Taranto e Brindisi e sui conflitti che quel tipo di sviluppo ha determinato: «Io ho fatto le battaglie per la chiusura della centrale di Cerano, ma non possiamo dimenticare che prima dell’avvento della grande industria Taranto e Brindisi erano caratterizzate da un’economia di sussistenza. L’errore che spesso si commette è quello di leggere gli eventi con lo sguardo di oggi, invece bisogna calarsi in quella che era la realtà al tempo in cui ci sono stati quegli insediamenti». Prossimo appuntamento con i Dialoghi sulla cultura: il 21 novembre con Antonella Agnoli, assessore alla cultura del Comune di Lecce. Sempre alla libreria Mandese, in viale Liguria.

Enzo Ferrari
Direttore responsabile

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