La serata-evento

​«Bacalov importante per il nostro successo»​

Piero Romano, Rita Pavone e De Scalzi ricordano il Maestro

Cultura
Taranto martedì 05 febbraio 2019
di Claudio Frascella
La serata-evento dedicata a Bacalov
La serata-evento dedicata a Bacalov © Tbs

«Bacalov, una vita straordinaria, artistica e umana: sono orgoglioso che alcune pagine importanti della sua storia si siano combinate con quelle dell’Orchestra della Magna Grecia». Piero Romano, nel cuore della serata-tributo “Indimenticabile Luis” al teatro Orfeo di Taranto, traccia un emozionato profilo del maestro, vincitore fra l’altro di un Premio Oscar per le musiche del film “Il postino” interpretato da Massimo Troisi.

Splendida la serata dedicata al pianista, compositore e, per anni, direttore principale dell’ICO Magna Grecia. Una collaborazione che ha contribuito a posizionare l’orchestra tarantina fra le migliori e le più attive non solo a livello nazionale. Romano, dirige e suona il pianoforte. Con lui, sul palco, Rita Pavone e Giorgio De Scalzi, la storia dei New Trolls, il coro di voci bianche degli istituti comprensivi “XXV LuglioBettolo”, “Renato Moro” e “Alessandro Volta”. Presenta Giorgio Verdelli, autore e regista Rai. Bacalov in momenti diversi della sua lunga carriera artistica aveva firmato gli arrangiamenti di brani rimasti scolpiti nella storia della musica italiana. Per la Pavone, fra gli altri: “Cuore”, “Come te non c’è nessuno”, “Il ballo del mattone”, “Che m’importa del mondo” e “Questo nostro amore”; per i New Trolls: Concerto grosso, uno dei momenti più rappresentativi del genere “progressive” internazionale.

«Incontrai Bacalov a Grottaglie – ricorda Romano – aveva tocco e fraseggio raffinati, compreso il tema della colonna sonora “Il postino” con cui aveva vinto l’Oscar. Volevo conoscerlo, coltivavo un grande desiderio: coinvolgerlo nel progetto dell’ICO, l’Istituzione concertistica orchestrale Magna Grecia. Non entrai subito nei dettagli. Ci saremmo rivisti a Roma. Ci rivedemmo, gli dissi che sarei stato onorato se avesse accettato il ruolo di direttore principale della nostra orchestra. “Ma io sono un pianista, un compositore, non un direttore d’orchestra…”, rispose. Per un grande artista come lui, invece, un simile ruolo avrebbe avuto il valore di una nuova sfida. Lo convinsi a venire a Taranto, l’idea della direzione della nostra orchestra lo conquistò subito; fu affascinato dalla Città vecchia, pensava di prendere casa qui, ma non ci fu tempo…».

Rita Pavone si racconta. «Ancora oggi faccio il mestiere che ho sempre sognato fin da bambina, mio padre il mio primo fan. Ho lottato, sembravo un ragazzino – ricordate “Gian Burrasca”? – nonostante in quegli anni fosse richiesta una certa avvenenza; mi ritengo fortunata: ho incontrato persone che mi hanno amata, Antonello Falqui, Guido Sacerdote, Luis Bacalov, Lina Wertmuller, Don Lurio; grazie a loro ho imparato a recitare, ballare, presentare…». Pavone, non solo Bacalov. «Quando lasciai la Rca, la mia prima casa discografica, dovetti rinunciare anche alla collaborazione con Luis Bacalov ed Ennio Morricone, due premi Oscar. Loro avevano centrato perfettamente le cose più giuste per la mia vocalità».

Rita, gli Stati Uniti, “The Ed Sullivan Show” trasmesso dalla rete televisiva Cbs, Elvis. «La Rca americana mi produsse tre dischi in inglese. Ed Sullivan, spesso a Roma in vacanza, mi aveva già vista a Studio Uno, tanto che mi invitò cinque volte nel suo show, come era accaduto solo a Ella Fitzgerald e Louis Armstrong. Una sera, a mezzanotte, arrivò lui, “The King”: Elvis Presley. Registrava in uno studio accanto al mio. Dovevo conoscerlo, recitai la parte della ragazzina disperata, mi accontentarono. Io ed Elvis ci trovammo viso a viso: bello, magro, con basettoni, un paio di Ray-Ban gialli, mi tremavano le gambe. “Ma io la conosco questa ragazza! Non è la cantante italiana?”, disse. Prese una sua enorme “picture” e mi scrisse una dedica: “Best wishes to Rita Pavone”!».

Vittorio De Scalzi, la storia dei New Trolls. «Devo molto a Luis Bacalov – ricorda l’artista, che suona piano e flauto – arrangiatore di “Concerto grosso”, album da un milione di copie; con i New Trolls ne realizzammo anche un secondo, ci difendevamo più che bene dagli attacchi della musica pop che incalzava a suon di 45 giri». Prima il rock, poi il pop. «Prima della svolta collaborammo in studio e in tour con Ornella Vanoni, ai tempi di “Io dentro, Io fuori”: era il 1977, suonammo anche a Taranto». Teatro Alfieri, la Vanoni ebbe un enorme successo». Anche i New Trolls avevano un loro appeal. Fra il primo e il secondo spettacolo, durante una passeggiata in via D’Aquino, furono assaliti da uno stuolo di fans, tanto da bloccare il traffico.

«Al pop arrivammo immediatamente dopo – sorride De Scalzi – obbligati dalla bella vita che ci aveva riservato la popolarità di “Concerto grosso”: viaggiavamo su “Ferrari” e “Maserati”, difficile rinunciare a certi capricci; avevamo belle voci, ci facemmo due conti: incidemmo “Aldebaran” e “New Trolls”, canzoni come “Quella carezza della sera” e “Che idea” spopolarono». Se ne accorsero anche i tarantini. «Finimmo sul New York Times: era il 1979, eravamo da mesi in classifica. Gli organizzatori del nostro concerto a Taranto, affittarono il teatro-tenda di Nando Orfei che per l’occasione sospese gli spettacoli del suo circo: purtroppo montarono il palco in ritardo, così invece di due spettacoli ne facemmo uno solo, a tarda sera. La gente rimasta fuori, con in mano il biglietto, era infuriata, la polizia faceva quello che poteva, quando Orfei ordinò ai domatori di fare uscire gli elefanti: quei bestioni schierati all’ingresso scoraggiarono la gente e tutto rientrò. Le agenzie di stampa ripresero la notizia pubblicata su un giornale locale e finimmo dritti su quotidiani e riviste musicali internazionali. Ma Taranto la ricorderemo anche per i concerti al teatro Alfieri e al Tursport, momenti indimenticabili. Come indimenticabile, per noi, è stato Luis Bacalov al quale riconosceremo sempre parte del nostro successo».

Lascia il tuo commento
commenti