Cultura

A Taranto San Valentino con Mons. Santoro


Domani, venerdì 14 febbraio, giorno di San Valentino, secondo appuntamento, dopo quello dello scorso anno, della Festa diocesana dei fidanzati, con la celebrazione eucaristica, presieduta dall’Arcivescovo di Taranto, mons. Filippo Santoro, alle ore 19,00 presso il Santuario della Madonna della Salute in Città Vecchia. 

Un appuntamento, si spera, che nel tempo diventi tradizione. 

L’usanza di celebrare la festa degli innamorati il 14 febbraio è nata nel quinto secolo, come riproposizione in chiave cristiana del rito pagano della fertilità, nel giorno della memoria liturgica del vescovo Valentino, martirizzato per aver celebrato le nozze tra una cristiana ed un pagano.

Anche il Papa, che spesso parte da fatti della quotidianità per stimolare a riflessioni pastorali, fa riferimento a questa ricorrenza in Amoris Laetitia: «Per fare un semplice esempio, ricordo il giorno di San Valentino, che in alcuni Paesi è sfruttato meglio dai commercianti che non dalla creatività dei pastori» (AL, n. 208). 

La festa, dunque, è un’occasione per riflettere sul mondo degli affetti, ma soprattutto per aiutarci reciprocamente a vivere l’amore.

Ma perché una festa diocesana dei fidanzati? 

Sono diverse le motivazioni: la prima è rappresentata dall’invito dell’Arcivescovo a tornare a riflettere sul mistero della Chiesa come luogo dell’incontro con il Risorto, rivolto ai partecipanti il pellegrinaggio diocesano a San Giovanni Rotondo per l’inizio dell’anno pastorale. 

La festa dei fidanzati diventa allora un modo per ricordare a tanti giovani che vivono il tempo del fidanzamento che nella comunità cristiana possono fare una vera e significativa esperienza di Cristo: con il suo Spirito purifica le nostre fragilità,  riempie il cuore di gioia e rende capaci di amare come lui ha amato. Per le tante coppie che parteciperanno, questo momento sarà un’occasione per scoprire che il Signore sostiene il nostro desiderio di bene e di felicità e spalanca il nostro cuore all’amore vero. 

La seconda motivazione è costituita dal desiderio di manifestare la vicinanza dell’intera comunità cristiana ai nubendi che si preparano alla celebrazione del matrimonio. 

La presenza dell’Arcivescovo, infatti, è il segno che la Chiesa, come madre premurosa, ha a cuore i nostri giovani, non li lascia soli e li sostiene nel cammino che li porterà a costruire in Gesù una nuova famiglia: in un tempo in cui ci si sposa sempre di meno o tante coppie sono costrette a lasciare la terra d’origine per cercare lavoro altrove, la presenza di giovani che con disponibilità e generosità decidono di spendere la loro vita per un amore fedele e duraturo, è un segno di speranza per la nostra terra tarantina e, in particolare, per la nostra Chiesa che qui è chiamata ad annunciare il vangelo. 

La famiglia, infatti, non è solo il fondamento della società, ma è anche quella “piccola chiesa domestica”, che attraverso il proprio impegno educativo e la propria testimonianza di fede, sostiene la Chiesa nella sua missione di generare al Signore nuovi figli. 

Ciò che per il mondo spesso costituisce solo una festa commerciale, per la Chiesa diventa un’occasione preziosa per celebrare la grandezza dell’amore di Dio e per annunciare «quei contenuti che, trasmessi in modo attraente e cordiale, aiutino i giovani a impegnarsi in un percorso di tutta la vita con animo grande e liberalità» (AL, n. 207).

Dopo la celebrazione eucaristica alle ore 19,00 presso il Santuario della Madonna della Salute in Città Vecchia, è previsto un momento di “dolcezza” a base di cioccolato.

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