23 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Giugno 2021 alle 16:09:36

Politica

Verso il Congresso. Pasticcio Partito Democratico

Ultime ore tra vertici dietrofront e smentite


L’unica certezza, al momento, sembra essere la candidatura alla segreteria cittadina di Tommy Lucarella renziano della prima ora.

Per il resto, a poche ore dalla scadenza del termine ultimo (stasera alle 20), non ci sono ancora candidati ufficiali alla segreteria. Stanotte si sono susseguiti incontri a raffica, soprattutto nella corrente che fa capo al sindaco di Firenze Matteo Renzi.

No a Serio. Per alcuni sarebbe arrivato il veto degli “ex floridiani” guidati da Donato Pentassuglia, Piero Bitetti e Vito Cassano.


Secondo altri lo stop sarebbe arrivato direttamente da Bari: “serve un candidato che incarni le caratteristiche renziane”. Ed allora ecco farsi largo il nome di Antonio Lecce, candidato sindaco (sconfitto) alle ultime amministrative di Lizzano. Un nome che con il passare delle ore sembra aver perso di vigore. Al momento di andare in stampa, infatti, i maggiorenti della corrente renziana, (l’onorevole Michele Pelillo, ed i consiglieri regionali Michele Mazzarano e Donato Pentassuglia) erano riuniti a porte chiuse per decidere la strategia.

Rischio spaccatura. Uno scenario che si potrebbe configurare nel caso in cui una parte della corrente spingesse su candidati diversi da Antonio Lecce. Restano in corsa le candidature di Walter Musillo (presidente dell’assemblea congressuale) e Gianfranco Lopane (sindaco di Laterza).

Cuperliani alla finestra. Nella corrente dalemiana, che al congresso voterà per Gianni Cuperlo, l’attesa regna sovrana. Il nominativo non sarà ufficializzato prima di aver capito quale sarà il candidato di fede renziana. Nel caso fosse Antonio Lecce, l’ipotesi più concreta vedrebbe opposto Paolantonio Palumbo, segretario dei Giovani democratici. In caso contrario ci sarebbe una candidatura di bandiera.

Spionaggio e depistaggio.

Voci incontrollate sui nomi dei candidati, fatte circolare artatamente, rimbalzavano da una riunione di corrente all’altra, nel giorno dell’ennesimo pasticcio del Pd tarantino.

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