13 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Maggio 2021 alle 18:30:05

Politica

Mazzarano: “Formule e chiacchiere mettiamole al bando”

“A Taranto bisogna smettere di scrivere le lettere a Renzi. E’ il retaggio di una cultura assistenziale. Ora basta”


“Penso che dovremmo dedicare molto più tempo a dire ai pugliesi quale Puglia del futuro immaginiamo anziché indugiare sulle formule e sulle polemiche mediatiche. Questi anni sono stati straordinari per il cambiamento impresso, ma non c’è il minimo dubbio che molto ci sia ancora da fare. Come si evince dall’ultimo rapporto dello Svimez, la Puglia paga più di altre regioni il prezzo della crisi in termini di Pil e di occupati. Il rischio desertificazione c’è, ma siamo in tempo per riprendere la corsa: a patto che si mettano in campo idee e progetti concreti”.

Michele Mazzarano, consigliere regionale del Pd, con il suo sempre attivo staff di Massafra sta offrendo in questi giorni ad una vasta platea di militanti e cittadini occasioni di dibattito importanti, che attengono, appunto, allo scenario che si sta delineando per le sorti della Puglia.

Mazzarano, il campanello d’allarme è suonato da tempo, addirittura Confindustria scende in piazza…
“Non c’è il minimo dubbio che ci sia un crescente disagio in ampie parti della nostra società. Il Mezzogiorno si rivela ancora una volta molto lontano dal Nord e l’Italia si riscopre un Paese diviso in due. Il cardine del nostro assillo è questo: discutere di meno di formule, date delle primarie e di chiacchiere varie per mettere al centro i problemi della società pugliese e meridionale. Penso ci siano ancora i margini per riaffermare il tema di una leadership meridionale della Puglia, della capacità della nostra regione, che in parte è stata anche evidenziata in questi anni di governo Vendola, di essere guida delle buone politiche, un esempio per l’intero mezzogiorno d’Italia. Ci sono delle questioni che rendono necessario un legame profondo con il nuovo corso riformatore che sta vivendo l’Italia. La Puglia deve essere sempre più legata alla nuova stagione di cambiamento che riguarda il Paese e lo deve essere perché dalla Puglia passano sfide strategiche che hanno rilievo nazionale. Due su tutte: l’Ilva e il Tap, i due nodi strategici che rendono la nostra regione importante e vitale per l’economia del Paese”.

Queste ed altre questioni, Mazzarano vanno affrontate da una classe politica autorevole per evitare che si allarghi il campo dello scetticismo e, anche, della demagogia. Non crede?
“Ripeto, sento parlare di formule e chiacchiere varie e non sento parole chiare di conoscenza e competenza su questi temi. Certo che ci vuole autorevolezza. Bisognerebbe incrociare meglio lo spirito del Paese. Dobbiamo riflettere sul segnale che ci è arrivato a tutti noi dalle elezioni europee: il 40 per cento dei consensi, mai visto, è un risultato strepitoso e impegnativo. E’ anche un monito ad un rinnovamento profondo, ad un modo diverso di concepire i problemi, le relazioni sociali. A guardare i problemi e la gente togliendo i paraocchi e guardando al complesso dei problemi che attraversano i ceti sociali. 

Quel risultato non va vanificato, occorre mettere in campo una proposta altamente rappresentativa della domanda di cambiamento che ci è arrivata. Ho molto apprezzato, da questo punto di vista, l’elezione del nuovo segretario provinciale della Cgil, il 34enne Massafra. Non è un fatto anagrafico, ma chi meno è prigioniero di gabbie ideologiche e di incrostazioni più forse è in grado di guardare con intelligenza e buon senso e realismo ai problemi dell’oggi”.

Lo scenario jonico, del resto, richiede questo ed altro…
“A Taranto bisogna smettere di scrivere le lettere a Renzi. E’ il retaggio di una cultura assistenziale: chiamare in causa gli altri perché ti vengano a risolvere i problemi. Hanno bisogno di senso di responsabilità collettivo. Noi abbiamo posto una questione, e cioè che Taranto sia sempre più punto strategico nazionale. Mi sembra che non ci sia più tempo per soffermarsi su questo punto. Per l’Ilva siamo dentro un passaggio molto complesso: all’impegno del governo si somma anche la capacità emendativa frutto del lavoro dei nostri parlamentari che finisce per completare l’azione del governo, vedi l’ultimo decreto, che aveva dei limiti giustamente colmati. Questo lavoro parlamentare è stato prezioso su due fronti: ha dato valore strategico al piano ambientale e ai poteri del commissario da un lato, dall’altro ha affrontato la questione economico-finanziaria. Dopo aver sancito il prestito ponte ripristina le risorse finanziarie sequestrate alla famiglia Riva, anche se in un procedimento penale di Milano. Adesso speriamo che si riesca a recuperare la straordinaria competenza di Edo Ronchi, il cui lavoro è stato strategico”.

E il progetto Tempa Rossa?
“Una parola chiara sul problema principale: incidente rilevante. Quanto c’è di rischio che si verifichino incidenti rilevanti? Sulla base di questa sicurezza si può provare a capire come si imposta il rapporto tra grande industria e città. Se si parte con la minaccia (quelli che lavorano rischiano il posto), si parte con il piede sbagliato. Siamo stanchi e annoiati di minacce e ricatti occupazionali. Va riconosciuto il valore strategico di alcuni investimenti, ma c’è bisogno che questo preservi il rapporto tra salute, ambiente e lavoro. Il nostro approccio dev’essere Innovativo e non difensivo”.

Il porto?
“Grandi potenzialità e grandi prospettive. Il problema da risolvere è uno solo: individuare cause e responsabilità di certezze lentezze: assegnazione dei procedimenti, dei lavori, e così via. Spesso è la classe politica a essere messa sul banco degli imputati, ma io andrei a controllare il lavoro dei manager dirigenti, dei commissari, dei funzionari…”.

Mazzarano, Massafra sta offrendo una ribalta ai cittadini sul futuro della Puglia e del Pd. Siete partiti col piede giusto con le primarie?
“Abbiamo organizzato una festa per dare ai protagonisti di questa vicenda la possibilità di comunicare in diretta con i cittadini, cimentandosi sui contenuti, sui problemi, sul ruolo strategico di Taranto nella Puglia. Mi sembra che questo sia un contributo importante. E lo sarà ancor maggiore se il Pd smetterà di discutere di chiacchiere e più di idee. Io la chiamerei festa della idee, chiamando tutti a pronunciarsi sulla Puglia del futuro. Sulle chance del territorio, sulla scelta che i cittadini stanno apprezzando”.

Pierangelo Putzolu
Direttore Editoriale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche