20 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Settembre 2021 alle 19:59:00

Politica

Regionali 2015, guerra di nervi in Forza Italia

Vitali: non ci saranno esclusioni dalle liste. Fitto: nessuna formazione autonoma. Stop a chi ha svolto due legiaslature, sì al rinnovamento


BARI – La guerra dei nervi in Forza Italia si fa sempre più sottile. Dopo il via libera a Francesco Schittulli, candidato presidente del centro-destra, si attende l’ufficializzazione della nomina a commissario regionale di Forza Italia dell’ex sottosegretario alla Giustizia, Luigi Vitali.

In una intervista a Radionorba, ieri lo stesso Vitali ha escluso l'ipotesi di un “no”, per le regionali, alla presenza nelle liste di personalità vicine a Fitto qualora dovesse essere nominato commissario di Forza Italia in Puglia.

“A proposito delle voci su una imminente nomina a Commissario – ha detto Vitali – ricordo che si diceva pure che sarei potuto essere il candidato presidente della Regione. Se dovessi essere nominato commissario non farei il discorso dei fittiani, perchè fino a quando si sta nel partito siamo tutti di Forza Italia. Non mi sento di dover competere con i fittiani o con altre figure di persone. Io devo competere per vincere alla Regione con il centrodestra e battere Michele Emiliano. E quello sarebbe l'obiettivo del presidente Berlusconi e di tutti i dirigenti di Forza Italia”.

“Io con Fitto – ha continuato Vitali – ho un ottimo rapporto, sono stato un suo sostenitore alle europee per ultimo, l'ho sempre sostenuto anche in altre battaglie, in altre questioni. Poi chiaramente lui da qualche mese a questa parte ha preso un percorso che io molto chiaramente gli ho detto che non condividevo per i modi e per i tempi, e non per il metodo perchè io sono assolutamente favorevole alla meritocrazia, alla selezione della classe dirigente con il consenso – per carità sono tutti concetti che mi fanno andare in brodo di giuggiole però non ho più condiviso il metodo e i tempi con cui questa battaglia è stata fatta. Per cui, come sempre nel mio costume, ho detto apertamente a Raffaele che non lo seguivo in questo percorso e lui chiaramente non mi ha coinvolto nelle iniziative che ha fatto da sei o sette mesi a questa parte”.

Intanto Fitto esclude categoricamente l’ipotesi di presentazione di liste autonome (si era parlato della lista “Oltre”) e conferma che tutto sarà svolto d’intea con il partito. Quanto ai candidati, si persegue l’obiettivo del rinnovamento e dell’esclusione, quindi, di quanti hanno già svolto due legislature.

“Se da un lato è vero che il confronto politico è fondamentale in democrazia e che Forza Italia vuole allargare e irrobustire la democrazia nel movimento, è d'altro canto quanto mai opportuno sottolineare che se il confronto degenera in scontro si rischia di dare un messaggio sbagliato ai nostri elettori. È quindi necessario che Raffaele Fitto la smetta di criticare, in contesti diversi dalle sedi più adeguate, le decisioni prese a livello di partito, in particolare proprio ora che bisogna affrontare uniti e con il massimo impegno la incombente sfida delle elezioni regionali”. Lo dichiara Guido Pedroni, Responsabile Regionale Seniores FI Lombardia.

CENTRO-SINISTRA – Il candidato presidente Michele Emiliano ha pure le sue gatte da pelare. In particolare, quelle relative all’inserimento dei “fedelissimi” nella Lista-Emiliano. Spunta il figlio di Onofrio Introna, Pierluigi, consigliere comunale a Bari (eletto con “Sel”), e dunque resta aperta la partita con Nichi Vendola e Dario Stefàno, una partita doppia, a quanto pare. A Taranto, e non solo, ci sarà da sciogliere pure il nodo delle candidature nella stessa Lista-Emiliano: nessun capolista, consiglia più di qualcuno all’ex sindaco di Bari. Il riferimento, ovvio, è a Gianni Liviano. Da ex Pd poi uscito dal partito, si ritroverebbe ai vertici con una sorta di piroetta e a discapito di quanti hanno mantenuto la linea delola coerenza. Nelle prossime ore, dopo una serie di colloqui, si scioglieranno i nodi.

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