22 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Settembre 2021 alle 10:52:00

Politica

Legge elettorale: vinti e vincitori. Le dichiarazioni di Vendola

Dopo l’approvazione, l’inevitabile balletto di dichiarazioni sulla nuova soglia di sbarramento e sul “no” alle donne


BARI -Tutti vincitori, tutti accusatori.

Con la ferma opposizione del leader di Sel, Nichi Vendola, il Consiglio regionale della Puglia ha approvato ieri a maggioranza le soglie di sbarramento della nuova legge elettorale regionale.

L'assemblea ha fissato all'8% la soglia per accedere alla ripartizione dei seggi per le coalizioni e per le liste che si presentano da sole. La soglia per le singole liste all'interno delle coalizioni è invece del 4%. Hanno votato contro Sel, Puglia per Vendola e Idv, che avrebbero voluto una soglia più bassa per garantire la rappresentanza anche alle formazioni politiche minori. Approvando i primi articoli della proposta d'integrazione e modifica della legge elettorale il Consiglio ha sancito, all'unanimità, la riduzione del numero dei consiglieri da 70 a 50 (più il presidente eletto) adeguando le norme ai rilievi della Corte Costituzionale.

L'aula ha definito, inoltre, anche un premio di maggioranza modulato sulla base delle percentuali di voti raggiunte dalla coalizione vincente: nel caso superi il 40%, la maggioranza otterrà 29 consiglieri, nel caso ottenga tra il 35 e il 40% i seggi saranno 28, mentre in caso di percentuale inferiore al 35% i seggi assegnati saranno 27.

Tante le reazioni. Il presidente del Consiglio regionale della Puglia si è detto “profondamente deluso e rammaricato dallo stop alle norme sulla rappresentanza di genere nella legge elettorale”. “L'auspicio è che il nuovo Consiglio regionale che uscirà dalle urne – ha detto – possa affrontare nuovamente un argomento così importante e ridurre una vera ferita della democrazia, che toglie spazi e voce ad una componente della società civile, quella femminile, che rappresenta la metà e anche più della popolazione italiana. Le donne oggi ancora una volta hanno visto retrocedere i loro diritti: sono sinceramente rattristato”.

A gioire è invece Fi con il capogruppo Ignazio Zullo che si è visto approvare – con oltre una dozzina di voti del centrosinistra – la pregiudiziale che ha decretato la inammissibilità degli articoli sulla parità di genere. “Abbiamo vinto – ha commentato Zullo -, la forza delle idee ha superato la forza dei numeri e siamo diventati noi maggioranza nel mettere in evidenza che proseguire nella votazione sulla doppia preferenza era innanzitutto fazioso, perchè il Consiglio regionale si era già espresso a riguardo; ma era anche pericoloso, perchè poteva consegnare la politica in mano ai poteri forti di tipo economico e criminale”.

Di “tradimento” parla il segretario regionale del Pd, Michele Emiliano, che sulla legge elettorale aveva avuto in mattinata un incontro con gli altri candidati alla presidenza della Regione Puglia, Antonella Laricchia per il M5S, ed il consigliere regionale Davide Bellomo in rappresentanza del candidato del centrodestra Francesco Schittulli. “Se sarò eletto presidente, chiederò al nuovo Consiglio di votare subito una nuova legge elettorale – ha detto Emiliano – annunciando che alle regionali metterà capolista donne nelle province. Schittulli ha accusato a sua volta Emiliano di non essere estraneo a quanto accaduto ”tenuto conto che – ha detto – il centrosinistra alla Regione Puglia era ed è nelle condizioni di poter far passare da solo il principio di parità di genere. I consiglieri regionali del Pd, che si erano proclamati favorevoli nel segreto dell'urna, hanno preferito lasciare tutto così come è!“. E parla di ”colpo alla democrazia“ la grillina Laricchia secondo la quale ”quella della parità di genere per queste persone è solo una bandiera mediatica da sventolare in campagna elettorale“. Alla riforma si è arrivati dopo due giorni di dibattito, intervallate da riunioni fiume.

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