22 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Settembre 2021 alle 09:59:00

Politica

Forza Italia, il gruppo sfiducia Cannone

L’ala forzista riconducibile al coordinatore Vitali punta su Mario Cito. Il capogruppo: “Dal premier Renzi solo e soltanto tagli a Taranto”


Nel giorno fatidico delle decisioni romane sul caso-Puglia (e non solo) e, dunque, sull’accordo o sullo “strappo” definitivo tra Berlusconi e Fitto, si registrano effetti collaterali nella geografia politica interna al centro-destra e agli azzurri in particolare.

Al Comune di Taranto si profilerebbe un cambio alla guida del gruppo di Forza Italia, che è capeggiato da Tony Cannone (area-Chiarelli). Lo stesso Cannone sarebbe sfiduciato dagli altri quattro consiglieri comunali, che convergerebbero su Mario Cito. Con lui Giampaolo Vietri, Mimmo Ciracì, Adriano Tribbia e Giampaolo Vietri, tutti riconducibili alla linea Forza Italia che fa riferimento al nuovo coordinatore regionale, l’onorevole Luigi Vitali.

Intanto si registra una nota di Tony Cannone. “Nel Consiglio Comunale del 30 marzo la maggioranza ha votato contro la mozione del collega Vietri nella quale chiedeva che non si creasse a Taranto il centro di smistamento immigrati dove si attendono circa un milione di arrivi. Questo nostro territorio è già notevolmente impegnato e provato da una serie di criticità che lo vedono soccombente rispetto ad altre provincie italiane. La fragilità economica, sociale  ed occupazionale non permettono alla città la perdita ricettiva che la contraddistingue nella sua lunga storia. Con il suo voto contrario alla mozione, la maggioranza ha inteso avallare il progetto del Governo dichiarandosi favorevole all'installazione di un Hub e quindi dell'eventuale esodo biblico”.

“Chiaramente non voglio che s'intenda questo Avallone come un gesto razzista, ma solo come la preoccupazione per una ennesima occupazione del nostro territorio. Aggiungiamo questo, ai tanti regali del Governo Renzi degli ultimi mesi. Il possibile accorpamento dell'Autorità Portuale a quella di Brindisi, la " retrocessione" della Sede di Taranto della Motorizzazione a filiale di quella di Lecce, con grande disagio per Autoscuole, Agenzie Automobilistiche e cittadini. Il trasferimento del Comando in Capo della Marina militare a Napoli e il trasferimento dei corsi da Maricentro a Ancona, infine la ventilata chiusura della sede della Banca D'Italia”.

“Dell'Ilva , dopo 8 decreti posso dire che dopo la Ilva in insolvenza, la Ilva in amministrazione straordinaria, la Newco che rischia di morire prima di nascere come dichiarato dal Professor Guerra, si potranno mietere altre vittime e fallimenti per la mancata ambientalizzazione e di commesse di lavoro. Dopo però che i vari prestiti hanno garantito solo le banche e quindi senza i necessari incassi ci sarà il baratro. Il Porto attende ancora che l'Evergreen decida, se rimanere ed operare nel porto mercantile, come proposto dall'Autorità Portuale, salvando gli operatori e i dipendenti diretti Tct, o abbandonare per far ritorno a lavori ultimati quando gli farà più comodo. Insomma”, conclude Tony Cannone, “direi che c'è né abbastanza per dire: "Basta Renzi!".

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