04 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Dicembre 2021 alle 08:15:01

Politica

Città in tilt, traffico deviato in via D’Aquino

La protesta di questa mattina degli operai di Isolaverde


Di protesta in protesta, la città attraversa giornate da dimenticare.

Dopo gli operai dell’Ancora e della Chemipul, che ieri hanno bloccato il ponte girevole per buona parte della mattinata, oggi è la volta dei dipendenti Isolaverde, che non abbandonano una battaglia più che legittima, in corso, nelle sue diverse forme, ormai da mesi.

Lungomare interdetto al traffico dunque, all’altezza di via Margherita, con notevoli disagi per gli automobilisti, in tutta l’area del borgo.

Ad un certo punto della mattinata, la Polizia Municipale consente addirittura il transito automobilistico in via D’Aquino, per provare a decongestionare il centro. Durante la protesta uno dei lavoratori è stato colto da malore e si è reso necessario l’intervento del 118. Al momento di andare in stampa non sono note le condizioni dell’operaio. “Il nostro problema è un problema di tutta la città – fa osservare un operaio – i livelli occupazionali, nel capoluogo jonico, calano vertiginosamente e le istituzioni dovrebbero lavorare per conservare le poche possibilità di lavoro esistenti”.

I lavoratori sono scesi in strada dopo aver atteso, ieri pomeriggio, davanti al Palazzo del Governo, l’esito di un incontro convocato dal Consiglio d’amministrazione della società della Provincia con i rappresentanti sindacali. In discussione il ritorno in servizio di una parte degli operai, gli addetti alle pulizie, senza la possibilità per loro di percepire compensi e con nove mensilità ancora da riscuotere. Inoltre il Cda avrebbe chiesto anche una riduzione dei costi del lavoro, ovvero degli orari, per alcuni dipendenti. “Non si vede come queste richieste della società possano trovare un qualche riscontro nella realtà – dichiara Franco Brunetti, Uil Fpl – considerando che è in atto una sospensione concordata del lavoro per tutti. Anche se poi gli addetti agli impianti termici sono tornati in servizio”. Con il Durc irregolare qualsiasi attività svolta da Isolaverde, non consente di recuperare liquidità.

La multiservizi avrebbe dovuto pagare entro dicembre la prima rata del Piano di rientro sottoscritto con l’Inps, per i contributi non versati, e circa 210 mila euro di Iva al fisco. Ma alla fine della scorsa settimana, il giudice della terza sezione civile del Tribunale di Taranto ha accolto le richieste di pignoramento presentate da un gruppo di lavoratori e la situazione si è ulteriormente complicata. In queste condizioni garantire continuità lavorativa all’azienda è pressochè impossibile. “L’unica speranza che abbiamo si chiama Archita, se il Governo desse il via libera all’utilizzo dei fondi destinati alla sua ristrutturazione, forse potremmo tornare a respirare – sottolinea un dipendente”. Intanto, una delegazione di cinque lavoratori è stata ricevuta, intorno alle 12.00, dal Presidente della Provincia Martino Tamburrano. All’orizzonte nessuna buona nuova.

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