27 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 27 Novembre 2020 alle 11:41:49

Politica

Giuseppe Turco: «E’ necessario unire le forze»

Intervista al consigliere regionale eletto con la civica La Puglia con Emiliano


BARI – “Un primo anno molto intenso ma rivolgo un appello a tutti i colleghi tarantini: uniamo le forze senza distinzioni politiche perché la provincia di Taranto ha pagato un prezzo altissimo sui temi della salute, dell’ambiente e del lavoro”.

Giuseppe Turco, 57 anni, eletto per la prima volta al consiglio regionale con la civica La Puglia con Emiliano, e politico di lungo corso, prima sindaco di Torricella, poi consigliere provinciale, ama la schiettezza.

“Dico ciò che penso e lo ripeto: non ho paura di lavorare fianco a fianco con qualunque partito o movimento che dimostri di tenere al bene della comunità tarantina e della Puglia intera”.

Consigliere che anno è stato il primo appena trascorso in via Capruzzi?
“Un anno molto intenso. Certo, quando entri per la prima volta in un palazzo così importante hai timore, pensi che tutto sia basato su una visione Baricentrica, incentrata solo sul capoluogo. Ma poi ti accorgi che è solo una leggenda: ognuno di noi in quelle stanze ha il potere e il dovere di tutelare gli interessi delle proprie comunità. Perché noi siamo stati eletti dai nostri cittadini”.

E lei per la provincia di Taranto cosa immagina?
“Premetto che io nella mia vita sono un medico e sono consapevole delle difficoltà che ogni giorno vive il sistema sanitario. In questi mesi abbiamo discusso moltissimo del piano di riordino e al governatore Emiliano ho sempre detto: “Michele ascolta i territori, ascolta i sindaci, qui c’è fame di salute”. Il piano così presentato va rivisto bisogna eliminare gli sprechi. E sappiamo che per Taranto spesso salute vuol dire ambiente e lavoro. Inutile dirle poi che penso soprattutto all’Ilva e al futuro della sua proprietà. Inoltre agli onorevoli pugliesi chiedo di intervenire a livello ministeriale perché Taranto possa essereparzialmente risarcita rinnovando i 10 milioni del decreto ‘Salva Ilva’ che comporterebbe almeno 250 operatori sanitari in più rispetto all’organico”.

Lei ha ribadito di essere favorevole alla massima collaborazione politica.
“Certo. Le faccio un esempio: giorni fa ho molto apprezzato l’iniziativa dei colleghi tarantini del Pd che sono venuti qui a presentare i progetti del Piano per il Sud. Credo che le tre maggiori opere previste per la nostra provincia come l’ammodernamento della stazione Nasisi, il completamento della Taranto-Avetrana e la realizzazione della strada per collegareporto e aeroporto di Grottaglie siano indispensabili per generare occupazione, benessere e solidità. Nella mia carriera politica ho sempre incontrato i cittadini che chiedono tre cose: lavoro, salute e infrastrutture. Perché se non c’è nemmeno una strada che collega due paesi o due comunità, di conseguenza non ci può essere lavoro e nemmeno la possibilità di raggiungere l’ospedale più vicino”.

Poi c’è l’agricoltura. Un altro tema sul quale lei si è speso molto.
“La Xylella è una emergenza ma penso che sia stata fatta molta confusione sulle terapie da adottare. I nostri nonni che hanno coltivato quelle terre possono insegnarci tanto per debellare quel batterio che sta distruggendo il patrimonio monumentale dei nostri ulivi. Sui consorzi di bonifica sono favorevolissimo alla legge di riforma perché dobbiamo evitare sprechi. Non posso aprire i giornali e leggere ogni giorno di parcelle d’oro, di compensi esagerati e di fondi a pioggia dati persino per la sistemazione dei muretti a secco. Ma di cosa parliamo? Siamo stati eletti dai cittadini per amministrare come bravi padri di famiglia il denaro pubblico”.

Cosa vorrebbe dire ai suoi colleghi di maggioranza?
“Se mi permette vorrei lanciare un appello a tutta l’aula: destra, sinistra e Cinque Stelle aprano i palazzi alla gente, ascoltino i cittadini. Solo così possiamo accorciare quella distanza tra politica ed elettori. E non con la demagogia, ma con fatti concreti. Perché urlare e puntare il dito alla luna non porta a nulla”. 

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