26 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 26 Novembre 2020 alle 06:40:39

Politica

Avviso 5Stelle al Pd: attento che ti rottamiamo

Il 5 giugno ha rimesso tutto in discussione


Okay, le elezioni locali sono locali, ma il 5 giugno ha rimesso tutto in discussione.

Il centrodestra si ridisegna attorno ad un asse di destra, con Berlusconi che paga il pesante errore di non aver costruito la successione prima di tutto nel suo partito. Il Movimento 5 Stelle rischia di dover diventare grande. Qui, con tutto il rispetto, non sono più in gioco Livorno o Parma ma Roma e Torino, quindi non si può continuare a giocare con la demagogia e i gesti dimostrativi.

E il Pd? Dice Renzi: il vero test è a ottobre. Analisi legittima, però oggi, dopo aver ri-perso sonoramente la capitale del Sud, cioè Napoli, c’è il rischio concreto di perdere le due capitali d’Italia, Roma e Milano. E se a Milano una sconfitta può rientrare nella fisiologia della democrazia – la destra che al fotofinish supera la sinistra – a Roma la vittoria di Virginia Raggi sarebbe la consacrazione mondiale di una nuova offerta politica che sfida il Pd renziano sul suo stesso terreno, la rottamazione, con Matteo che questa volta si troverebbe dalla parte del “rottamabile”.

Il problema del partito democratico non è l’incertezza elettorale, perché un partito che governa una crisi come quella attuale può mettere in conto di pagare uno scotto. Le difficoltà nel voto amministrativo segnalano almeno due problemi specifici: a) la gestione del partito sul territorio con relativa selezione dei dirigenti, problema non più scavalcabile dalla comunicazione diretta e le designazioni del leader; b) la capacità di convincere e coinvolgere i ceti popolari, oggi in forte sofferenza. Su quest’ultimo punto, il Pd di Renzi rischia un destino simile al vecchio partito dei Ds, che ormai parlava ai garantiti, ai benestanti e persino ai salotti, mentre il popolo votava per Berlusconi.

Oggi, a Roma, nonostante la rimonta di Roberto Giachetti, il centrosinistra vince al Centro storico e ai Parioli, mentre in tutti gli altri municipi – fra cui quello di Ostia, commissariato per mafia – trionfano i grillini. Le due settimane che ci separano dai ballottaggi sono particolarmente delicate. In gioco c’è molto più di alcune poltrone, c’è la capacità del giovane premier di rispondere al primo vero “alert” che gli viene dagli elettori.

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