25 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 25 Ottobre 2020 alle 07:30:39

Politica

Pd: ultimatum a Renzi

Chiesti impegni precisi


TARANTO – Era stato il primo a  reagire con veemenza allo “scippo” dei 50 milioni per le assunzioni nella sanità tarantina. Il coordinatore provinciale del Pd, Costanzo Carrieri, rilancia: dopo il suo sciopero nella campagna per il Sì, ecco l’appello-ultimatum a Renzi affinché quei soldi, che in circostanze rimaste nebulose non sono entrati nella legge di bilancio, vengano indirizzati con chiarezza verso Taranto.
«Nell’ambito del suo tour referendario – attacca Carrieri – il Presidente del Consiglio trovi il tempo di venire a Taranto per assumere precisi impegni sulle deroghe al Dm 70 e sui quei 50 milioni che servono alla città. Lo accoglieremo con educazione, come questa città sa fare. Ci impegneremo a garantirgli una accoglienza rispettosa da parte di tutti, nessuno escluso».
Carrieri non nasconde il suo risentimento per il pasticcio che si è consumato tra Governo e Commissione Bilancio della Camera. «Per due anni e mezzo – afferma – come Pd abbiamo sostenuto l’azione politica di Renzi su Taranto, per cui meritiamo la sua attenzione».
Carrieri non sembra neppure rassicurato dalle dichiarazioni successive all’ “incidente” che sono arrivate dal sottosegretario De Vincenti e dal ministro Lorenzin: «Non si può liquidare la problematica sanitaria tarantina come occasione di strumentalizzazione, come ha fatto il sottosegretario. Né possiamo arrivare a giorno 12 (data del Tavolo interistituzionale al quale De Vincenti ha rimandato la questione, ndr) per affrontare aspetti già acquisiti. Tutto deve avvenire prima del 4 dicembre con dichiarazioni nette, senza giri di parole o rimandi ad ulteriori approfondimenti. Vogliamo, entro il 4 dicembre, impegni precisi e inequivocabili sulla posta in gioco».
Sottolineatura anche sul ministro per la salute: «Ha indicato un percorso ineccepibile dal punto di vista giuridico, cioè quello del decreto legge, per porre rimedio a quanto accaduto. Peccato, però, che ad ogni decreto legge deve corrispondere sempre una copertura finanziaria che, nel nostro caso, non c’è».
«Queste nostre rivendicazioni – chiarisce Carrieri – prescindono dalle strumentalizzazioni sul referendum.
Questa è una battaglia sacrosanta per Taranto, a maggior ragione perché sono saltati non solo quei 50 milioni ma anche la statalizzazione del Paisiello e l’agenzia portuale. A dispetto di tutto ciò sono stati approvati i provvedimenti per i 600 milioni destinati alla Campania di De Luca e 50 milioni per stabilizzare i lavoratori socialmente utili in Calabria».
«Non possiamo attendere oltre – conclude Carrieri – Renzi deve recuperare la situazione mettendoci la faccia, come l’abbiamo messa noi del Pd tarantino in questi anni sostenendo la sua azione per Taranto e sopportando il malcontento dei cittadini».
Quali effetti sortiranno queste accorate dichiarazioni di Carrieri? Difficile dirlo. Certo è che nelle fila del Pd ionico si percepisce un profondo disorientamento per il mancato inserimento dei 50 milioni nella legge di bilancio. Anche se non tutti hanno condiviso la presa di posizione del coordinatore di sospendere ogni attività in favore del Sì, è piuttosto diffusa l’opinione che a livello centrale sia stato sottovalutato l’impatto politico devastante di questa scivolata. Un infortunio che, almeno a Taranto, rischia di compromettere non solo l’esito del referendum ma di rendere ancora più difficoltosa la già problematica corsa per le elezioni comunali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche