20 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Ottobre 2021 alle 22:59:00

Politica

#tarantocittaviva, «Discontinuità per il bene di Taranto»

Mario Cicoria: «Strumentale il dualismo salute-lavoro»


Nell’ambito del dibattito avviato dal nostro giornale con il manifesto #tarantocittaviva, ospitiamo questa riflessione di Mario Cicoria, del Movimento Ambiente Lavoro.

A Taranto gran parte del ceto medio (commercianti, piccoli imprenditori, impiegati) , si è impoverita. E tutto questo si va a sommare ai gravi problemi e alle conclamate difficoltà che sono costretti a vivere tanti operai, pensionati e disoccupati. Il conflitto sociale conseguente alla crisi sta frammentando maggiormente il tessuto sociale che sta assumendo tratti ideologici, soprattutto sulla questione salute-lavoro: un dualismo strumentale e sterile. Pertanto bisogna oggi far uscire Taranto da questa situazione di stallo economico, facendo nell’ immediato investimenti concreti in tal senso.

Ed è necessario affrontare efficacemente un contesto sociale reso più complesso dalla crisi, elaborando quei piani di cui si avverte un oggettivo bisogno, che vanno dall’economia all’industria, dall’urbanistica al commercio. Un rilancio che ha bisogno della partecipazione della cittadinanza, nelle sue forme organizzate, per riportare fiducia nei tanti che pensano che la politica sia uno strumento per sistemarsi. Perché altrimenti vincono solo il qualunquismo e l’antipolitica. Per ridare fiducia è importante offrire alla città un segno tangibile di cosa si vuole fare, iniziando da una reale discontinuità con il recente passato, non solo di idee, ma anche di comportamenti.

L’Amministrazione comunale uscente si è caratterizzata per una mancanza di progettualità e di iniziative, cosa che il Movimento “Ambiente e lavoro” da tempo va denunciando, arroccandosi nel Palazzo, perdendo di vista il contatto con la gente, non facendola sentire protagonista. Uno dei tanti esempi negativi viene dal concorso svolto per il rilancio della città vecchia: si sono spesi denari per avere progetti faraonici che, in mancanza di finanziamenti, resteranno sulla carta, ma che hanno escluso i fruitori finali , quelli che poi vivono quotidianamente la città. Tutto questo nasce dalla mentalità di questa Amministrazione che, al massimo, dialoga solo con i consiglieri, senza mai porsi la domanda se questi rappresentano ancora qualcosa nel tessuto sociale della città, avendo perso la loro originale collocazione. Oggi bisogna aprire un reale e concreto dibattito su quale sviluppo vogliamo dare alla nostra città , certamente non scrivendo programmi fantascientifici che parlano di tutto, ma bisogna avere un progetto che deve essere condiviso, partendo dalle necessità dei tarantini.

Ed è importante anche che alla stesura di questo progetto partecipino anche i probabili candidati sindaco . Questo progetto deve partire da un recupero del dialogo con i cittadini, dal confronto con le molteplici componenti presenti sul territorio, con cui costruire azioni utili e realizzabili in tempi brevi, non delegando a altri: deve venir meno la mentalità di avere Bari o Roma come centri decisionali della nostra vita. Questo si può e si deve realizzare solamente avendo alla guida della prossima Amministrazione una personalità che non rappresenti il passato e che non sia portatrice di interessi particolari, ma che abbia una sua progettualità condivisa. Serve un salto di qualità, soprattutto , una nuova capacità di affrontare un contesto sociale complesso e creare un reale sviluppo del nostro territorio.

Mario Cicoria
Mov. Ambiente e lavoro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche