25 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Gennaio 2021 alle 06:51:29

Politica

«Le larghe intese? Un progetto torbido»

Otto tra associazioni e movimenti lanciano il progetto “CheSiaPrimavera”


«Non un recinto autarchico, né tanto meno un luogo di investiture calato dall’alto, ma uno spazio politico dove trova ospitalità il confronto, la proposta e si costruisce un programma partecipato per una crescita sostenibile della città».

Si presenta così il manifesto politico-programmatico di otto tra associazioni e movimenti tarantini (LiberDem, Prima Taranto, Muds, La cultura del Lavoro, Endas, Uisp, Progetto Comune, Wonderland) che ormai da alcuni mesi lavorano su “Taranto 17-22”. Tra i Liberdem anche Gianni Azzaro, capogruppo in Consiglio comunale del Pd, tra i papabili candidati sindaco del centrosinistra.

«Un arco temporale – si legge in una nota – in cui il comune capoluogo possa tornare ad essere il luogo dove si progetta il futuro dei propri figli e in cui gli ideali, le passioni, i diritti e la progettualità siano in grado di restituire la primavera ad una città che deve tornare a guardare al domani con fiducia e speranza».

#CheSiaPrimavera è l’auspicio che accompagna il lavoro di queste otto associazioni. Non solo un escamotage comunicativo ma «l’essenza stessa del progetto politico che intende costruirsi sulla base dell’ascolto della comunità per farsi portavoce delle istanze rimaste sullo sfondo di un dibattito che spesso dimentica le persone». Nel documento di sintesi i temi principali che saranno proposti al vaglio di tutti i quartieri cittadini, «sul modello del lavoro che un tempo rendevano le circoscrizioni comunali nell’osservazione dei macro ma anche dei micro problemi di ogni singolo territorio». Il documento traccia il metodo di lavoro ma «non pone limiti rispetto al contributo che potrebbe arrivare da altre forze progressiste, riformiste, democratiche e popolari della città».

Tra gli obiettivi principali «contrapporsi con forza e convinzione a qualsiasi ipotesi di larghe intese, che si fonderebbe solo su ragioni personali e di opportunismo politico, progetto torbido, in una fase storica dove la politica dovrebbe manifestarsi con chiarezza e limpidezza nei confronti dell’elettorato». “CheSiaPrimavera” chiama a raccolta «le forze civili e democratiche di questa città hanno il dovere di scendere in campo andando anche oltre i recinti delle loro singole individualità: – per promuovere una classe dirigente forte ed efficace, che rappresenti i reali bisogni della città e valorizzi le potenzialità e le possibilità di sviluppo; – per offrire all’elettorato che storicamente fa riferimento alle forze progressiste, riformiste, democratiche e popolari, una visione e un progetto dove riconoscersi, rispecchiarsi e diventare parte attiva, ampliando il più possibile la partecipazione popolare; – per avviare un confronto sulla costruzione delle liste che veda tutti i partecipanti a contribuire, offrendo candidati di alto profilo, limpidi, competenti, e appassionati; – per individuare in un percorso condiviso il candidato sindaco, che deve essere persona di alto spessore morale, onesto e competente, vera espressione di un largo consenso civico».

I sottoscrittori del documento organizzeranno «dapprima una fase di ascolto da effettuare in tutti i quartieri della città per recepire le istanze dei cittadini e contestualmente hanno già avviato tavoli tematici in cui affrontare temi generali quali urbanistica, mobilità sostenibile, commercio, sanità, ciclo dei rifiuti, sport e spazi pubblici, infanzia, città accessibile, lavoro sostenibile, welfare, nuovo modello di sviluppo (turismo, fruizione dei beni culturali, scuola e università). Focus programmatici in cui confluiranno le istanze raccolte nelle fase di ascolto della cittadinanza. Una bozza di programma relativa agli interventi di competenza comunale che costituirà l’architrave del programma elettorale del candidato sindaco che sarà individuato attraverso questa consultazione e che rimarrà aperta al contributo dei cittadini, delle associazioni, movimenti e partiti che vorranno riconoscersi nel metodo e nello spirito dell’iniziativa che tanti tarantini auspicano diventi l’humus in cui far fiorire una nuova primavera cittadina».

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