22 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Giugno 2021 alle 16:09:36

Politica

«Tamburrano? Poteri forti»

Discarica Vergine, Contratto di Sviluppo, Piano Strategico, elezioni: i nodi dello scontro


Scontro aperto tra Gianni Azzaro e Martino Tamburrano.

In una intervista rilasciata a TarantoBuonasera, il Presidente della Provincia aveva bocciato l’operato del suo ex vicepresidente, soprattutto in merito all’attività di quest’ultimo sul Contratto Istituzionale di Sviluppo. La risposta di Azzaro, in piena corsa nel Pd per la candidatura a sindaco, non si è fatta attendere. «Quando ho deciso di non piegarmi a scelte dettate dall’alto – scelte che avrei dovuto accettare silente e a capo chino – sapevo bene che presto o tardi ci sarebbero state delle imboscate. Così come sapevo – afferma Azzaro – che mi sarebbe stato presentato il conto a fronte del mio intervento, in consiglio provinciale, volto a bloccare la proposta di delibera sul riavvio della discarica Vergine. Ne ero consapevole. Ma la realtà è capace di superare le aspettative e questo mi dimostra a quale livello di bassezza sia arrivata la contesa politica a Taranto. Così, durante una fase per me molto travagliata e sofferta, legata alle vicende interne al mio partito, il presidente della Provincia, Tamburrano, durante un’intervista e rispondendo a tutt’altra domanda, ha deciso di attaccarmi sollevando dei dubbi sul lavoro da me svolto nella cabina di regia per il Contratto Istituzionale per Taranto. Sono sinceramente rammaricato».

«Tamburrano – dice il capogruppo del Pd in consiglio comunale – non ha detto una sola parola contro il mio operato quando mi impegnavo per far avere più soldi alla città e alle imprese; non una parola negativa quando andavo a Roma a chiedere, per poi ottenerlo, che l’accettazione dei progetti delle stesse aziende tarantine, da parte di Invitalia, non avvenisse tramite il meccanismo del click day che le avrebbe penalizzate; non una critica sul Piano Strategico che abbiamo elaborato per disegnare un’economia indipendente dall’acciaio. Al contrario, Tamburrano dovrebbe sapere che tale visione è stata recepita all’interno del piano di riconversione industriale che Invitalia ha esposto e pubblicato nel dicembre 2016». «Io – prosegue Azzaro – di quel Piano vado fiero.

E non perché creda di essere perfetto, ma perché so di aver fatto un buon lavoro. Perché porto e porterò sempre con me le parole di incoraggiamento ed elogio degli imprenditori che hanno creduto nel lavoro fatto insieme. É evidente quindi che per il presidente Tamburanno è iniziata la campagna elettorale, il gioco al massacro degli avversari. Tuttavia appare ancora più evidente come questa sortita provenga da quel ceto dirigente che da sempre risponde ai poteri forti della città. Poteri forti che evidentemente immaginano di mantenere la loro presa sul territorio attraverso quella “trasversalità” politica che Tamburrano invoca, e che io invece rifiuto. Ciò che tuttavia oggi mi fa ben sperare è che quei poteri forti non sono invincibili o insormontabili.

A Massafra, per esempio, i cittadini hanno saputo ribellarsi a questa visione, scegliendo una generazione nuova di amministratori giovani per affrontare con serenità il futuro. A Massafra il centrosinistra ha portato una ventata di freschezza dopo 10 anni di mestizia e immobilismo. Il mio auspicio è che anche a Taranto si possa raggiungere quest’unione di intenti tra le forze sane della città siano esse movimenti, liste civiche o semplici associazioni».

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