12 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Aprile 2021 alle 07:19:17

Politica

Pd – Bitetti: scontro finale

Escluso dall’anagrafe del partito. La replica: «Dopo le elezioni tireremo le somme»


Piero Bitetti sarebbe
stato escluso dall’anagrafe
del Pd.

Di fatto una espulsione.
Il provvedimento arriva
al culmine della rottura che
ha portato lo stesso Bitetti
a candidarsi come sindaco
contro le indicazioni del suo
ormai ex partito. Immediata la
replica del diretto interessato:
«Considero la decisione un
mero adempimento statutario
pertanto non gioisco e continuo
il mio impegno politico ed
amministrativo per la città e
per coloro che decideranno di
continuare a sostenermi.
Sono stato nel Pd dal momento
della sua fondazione
fino all’altro ieri; credo di
aver portato in questo nuovo
partito il mio entusiasmo, la
mia passione, il mio consenso
personale. Credo non ci sia
nessuno che possa ricordare
uno sgarbo personale o una
scorrettezza da parte mia.

Ho militato nel Pd ben convinto
della sua straordinaria
novità nel panorama politico
nazionale in virtù della sua
ispirazione autenticamente
riformista, capace di riunire e rappresentare le anime più
nobili della tradizione culturale
italiana, dal cattolicesimo
popolare al socialismo laico e
democratico».
«In nome e per conto del Pd
mi sono tra l’altro candidato
alle ultime Regionali del
2015 conseguendo un ottimo
risultato; in nome e per conto
del Pd sono stato indicato
quale presidente del Consiglio
comunale di Taranto, carica
che ho ricoperto con spirito
di servizio e con equilibrio,
come fortunatamente mi viene
riconosciuto».

«Quando il Pd è stato preso a
“sassate” da una parte consistente
dell’opinione pubblica
tarantina per la gestione della
crisi Ilva – ed in particolare
per i decreti ad essa collegati
– io e tanti altri rappresentanti
istituzionali dei Democratici
abbiamo resistito. Abbiamo
difeso la “ditta” – afferma
Bitetti – anche quando alcune
decisioni non ci convincevano
particolarmente o sulle quali
avremmo preferito un maggiore
confronto e coinvolgimento.
Lo abbiamo fatto per senso
di appartenenza e rispetto
istituzionale. Abbiamo resistito,
insomma, sapendo di aver
agito seguendo un’unica stella
polare: l’interesse generale.
Gli ultimi avvenimenti sono
noti: no alle primarie, no
ad Azzaro candidato sindaco
nonostante il mio passo
indietro in suo favore, sì ad
un candidato esterno che
considero la prima vittima
della gestione fallimentare
del locale gruppo dirigente del
Partito Democratico.

Partito
nel quale, detto per inciso,
militano tante ottime persone
a cui non mancherà mai il
mio rispetto. Ciò precisato,
la mia opinione in ordine agli
ultimi sviluppi politici conta
poco, conterà molto quella dei cittadini di Taranto ai quali
interessa sapere soprattutto
cosa proponiamo per risolvere
i tanti problemi che affliggono
la nostra comunità. I tarantini
ci chiedono di vivere meglio e
tutte le mie energie saranno
impegnate in tal senso; le
beghe politiche e le regole
statutarie dei partiti non tolgono
il sonno a nessuno! Alla
fine della tornata elettorale ci
sarà modo e tempo di tirare le
somme. La sovranità popolare
– conclude Piero Bitetti – a
quel punto si sarà espressa
e la democrazia avrà vinto,
come sempre. Ed è per questa
ragione che sia a Melucci che
a tutti gli altri candidati sindaco
auguro buona campagna
elettorale».

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