Politica

Il Sud, l’Europa ed il mondo

La presentazione a Bari del libro dell’ex ministro Claudio Signorile, “Un’Italia capovolta”


Il Meridione ha un ruolo importante “quello di essere il
punto attraverso il quale l’Europa può collegarsi al Mondo”.

Ne
è convinto l’ex Ministro dei Trasporti, Claudio Signorile che nel
pomeriggio ha presentato a Bari, nell’aula magna dell’Ateneo, il
suo libro “Un’Italia capovolta”, pubblicato da Rubettino editore.
Un’Italia capovolta, perché non più marginale all’Europa, ma
protagonista di una nuova centralità del Mediterraneo e di una
Europa più equilibrata e strategicamente compiuta.

“Il Mediterraneo – ha detto Signorile – è diventato un mare
interno e – ha ribadito – leggere il mare Mediterraneo come
mare interno, dà al mezzogiorno d’Italia un ruolo strategico,
impensabile, fino a qualche anno fa”.
Certo, per Signorile il Mezzogiorno “non è pronto per questo
ruolo strategico, ma si può preparare. Ci sono tutte le condizioni
– ha spiegato – ci sono quelli che chiamiamo il capitale
sociale diffuso sul territorio, le risorse umane. quello che
manca ancora, speriamo che venga fuori, è una strategia consapevole.
D’altronde è necessario che qualcosa venga fuori,
perché – ha aggiunto – così come è la situazione non è tenibile.
Non è pensabile – ha concluso – un’Europa che prescinda dal
Mediterraneo e lo consideri soltanto un fastidio”.

“Il Mezzogiorno – ha detto il rettore dell’Università di Bari,
Antonio Uricchio che, insieme al prof. Ernesto Somma, ordinario
di Economia Industriale dell’Università di Bari e al direttore de
La Gazzetta del Mezzogiorno, Giuseppe De Tomaso ha discusso
del libro con l’autore – deve raccogliere questa sfida, deve
interpretarla e deve essere fortemente rilanciato.
Il volume di Claudio Signorile – ha spiegato – dedica particolare
attenzione al ruolo del capitale sociale, al ruolo della cultura,
delle istituzioni formative, in particolar modo delle Università
che – ha aggiunto – possono soprattutto attraverso la rete e
attraverso una valorizzazione che le renda centrali all’interno
di questo progetto di sviluppo, svolgere una funzione fondamentale.

Indubbiamente – ha continuato Uricchio – esistono le condizione
che vanno anche poste in una prospettiva geopolitica
più ampia e non può essere soltanto quella del dualismo
Nord-Sud o dei particolari che talvolta anche all’interno del
Sud confliggono fra loro. Occorre però essere pienamente consapevoli
di questa strategia – ha sottolineato – e soprattutto
anche valorizzare quei driver che possono consentire anche
di promuovere ulteriormente lo sviluppo del Mezzogiorno e
dell’intera area euromediterranea. Penso quindi – ha continuato
– anche a settori nuovi come quelli digitali, penso al
settore di Industria 4.0, penso al settore più tradizionale
della agricoltura e dell’ecologia, quindi la green economy.
Esistono delle opportunità e poi c’è un hub naturale che è
questo straordinario mare. L’economia del mare può essere
uno dei driver forti di sviluppo”.

Per il rettore uricchio, “L’Università
vuole essere protagonista in questa fase. Lo devono
essere necessariamente i nostri giovani – ha detto – lo deve
essere il sistema dell’innovazione e della ricerca. E quindi – ha
concluso – l’Università deve assolutamente essere in grado di
interpretare questo ruolo, assumendosi anche la responsabilità
di farlo e ovviamente anche ponendosi accanto ad istituzioni
che sappiano valorizzarla e riconoscerne la funzione”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche