23 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Aprile 2021 alle 12:23:14

Politica

«Ecco chi c’è dietro Melucci e Baldassari»

L’affondo di Alfredo Venturini dei LabDem


«Sono trascorsi
cinque anni da quando quello
che sarebbe passato alla storia
come il processo “ambiente
svenduto” mostrò il volto
corrotto di questa comunità.
Un terremoto fece emergere
un sistema di compromissione
diffusa dividendo la città fra
colpevoli ed intransigenti colpevolisti.
Da quel terremoto,
per la prima volta, torneremo
ad eleggere l’istituzione più
rappresentativa della Municipalità
Tarantina. Le liste
rappresentano la sintesi di una
commedia che ha messo insieme
imputati, accusa, giudicanti
e carcerieri in una maionese
impazzita».

Ad affermarlo è
Alfredo Venturini, ispiratore di
Laboratorio Democratico, lista
che fa parte della coalizione
civica che sostiene il candidato
sindaco Piero Bitetti.
Il suo affondo è diretto subito
a due dei principali candidati:
«Stefania Baldassari e Rinaldo
Melucci siano sinceri. Ci dicano
chi li sostiene: Tamburrano,
Vico e Pelillo. È sempre la
stessa “minestra scaldata” che
i tarantini da tempo hanno
smesso di gradire. Noi abbiamo
scelto la gente semplice. I
volti provati di una città che
rivendica rispetto. I volti puliti
di una generazione che ha
abiurato il compromesso e che
a mani libere vuole riscattare
questa terra. Questo significa la
candidatura di Bitetti: proporsi
al governo della Città con le
mani libere e poterla governare
domani con la libertà di chi non
ha prezzi da pagare, padroni a
cui obbedire».

La sfida sull’Ilva: «Lo diciamo al
Ministro Calenda e al Governo:
Su Ilva decideremo noi. Difendendo
la salute dei cittadini
innanzitutto! Con nessuna
esitazione sulle prescrizioni
AIA a partire dalla copertura
dei parchi minerali in tempi
certi e ineludibili! Va ridotto
l’uso del carbone contenendo e
non ampliando la produzione!
Dando lavoro alle aziende locali
ed ai disoccupati di Taranto! E
se non sarà così Piero Bitetti
s’impegna ad emettere ordinanza
di fermo senza alcuna
esitazione».

La stoccata ad Emiliano: «Al
Governatore della demagogia
che si è distinto per essere
tutto “chiacchiere e distintivo”
chiediamo perentoriamente di
ripristinare i pronto soccorso
del Moscati a Paolo VI e al San
Marco di Grottaglie. Di rendere
dignitosa l’attesa all’oncologico
dove i nostri cittadini colpiti
dal male vengono sistematicamente
umiliati dalla logica
arida dei numeri e dei tagli imposti
da piani che ignorano la
nostra drammatica situazione».
La «sceneggiata delle crociere»
per Venturini è «indegna strumentalizzazione
elettorale».

Eppure proprio il porto può
essere la chiave di volta per l’economia
tarantina: «Dobbiamo
smetterla di sciupare sistematicamente
ogni possibile vantaggio
strategico. Oggi i porti
principali delle merci sono
quelli del Nord Europa che costringono
a 4, 5 giorni di navigazione
in più. All’interno delle
tre principali rotte Est-Ovest
i servizi di trasporto EuropaEstremo
Oriente stanno guadagnando
traffico aumentando
la quota dal 27% nel 1995 al
42% nel 2015. L’Europe-Far
East e la Transpacific sono state
le principali rotte marittime.
Come esito di questa crescita,
il Mediterraneo e i suoi
porti hanno ritrovato la loro
“centralità”, grazie al transito
delle grandi navi via Suez. Il
rafforzamento del Mediterraneo
si gioca sulle rotte marittime.
Occorre una visione strategica
che investa nella portualità e
migliori l’efficienza logistica.
Serve un grande piano a livello
di regioni europee.

La partita
non si vince con il consorzio
che si è proposto con un fondo
di 6000 euro e l’eventuale
assorbimento di dieci unità
dal bacino TCT, per gestire un
investimento che è costato
alla collettività un impegno
finanziario di circa 150 milioni
di euro per l’ammodernamento
e la riqualificazione del Molo
Polisettoriale».

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