20 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Aprile 2021 alle 09:30:53

Politica

Primo nodo per Melucci: il capo di gabinetto

Confronto con i sindacati sui problemi del personale


TARANTO – La giunta comunale griffata Rinaldo Melucci non c’è ancora. Forse se ne parlerà la prossima settimana. Il sindaco in questi giorni è alle prese con i saluti istituzionali e, almeno ufficialmente, non ha avviato alcun giro di consultazioni con i partiti e le liste che lo hanno sostenuto in questa competizione elettorale. Ieri però era segnalato a Palazzo di Città il coordinatore del Pd, Costanzo Carrieri. Segno che qualche scambio di idee, seppure del tutto informale, deve esserci stato.

Melucci ha una idea chiara, già esplicitamente annunciata: dare al suo governo municipale un alto profilo tecnico. Una volontà che però rischia di scontrarsi con i paletti economici che impediscono di ingaggiare figure professionali a prezzo di mercato. Difficile, insomma, che professionisti di alto profilo sacrifichino la propria attività per l’indennità, non certo esaltante, da assessore comunale.
Il sindaco è però al lavoro per trovare la quadra, tra ambizioni, esigenze ed effettive possibilità. A ciò va aggiunta la presumibile ricerca di un ragionevole equilibrio tra presenze tecniche e ripartizioni politiche. Forse anche per questo i tempi per la formazione della nuova giunta potrebbero non essere brevissimi.
Il nuovo sindaco, poi, deve fare i conti con la condizione in cui versa la macchina amministrativa. È forse il primo problema da affrontare una volta varata la giunta. Il personale è a pezzi, oggi il Comune ha la metà dei dipendenti rispetto all’effettivo fabbisogno. E dopo l’estate sarà costretto a perdere uno dei suoi pezzi più pesanti per esperienza e conoscenza degli ingranaggi. Ad ottobre, infatti, va in pensione l’attuale capo di gabinetto, Giuseppe Licciardello. Figura storica del Comune, in grado di attraversare le amministrazioni di ogni colore quasi sempre in ruoli di altissima responsabilità. Trovare un sostituto con il suo pedigree non sarà facile. Fosse un ente in salute finanziaria, si potrebbe fare ricorso ad un esterno. Ma i rilievi mossi dagli ispettori del Ministero delle Finanze e gli ammonimenti della Corte dei Conti rendono complicato percorrere questa strada. Nell’ufficio di gabinetto potrebbe approdare uno degli uomini di fiducia del sindaco: Fabio Ligonzo, dipendente comunale di ultima generazione, di comprovata fede Pd. Improbabile, però, che possa essere lui il nuovo capo di gabinetto proprio per ragioni legate alla poca esperienza maturata. È chiaro, tuttavia, che Melucci voglia circondarsi di profili di sua assoluta fiducia.
Il 4 luglio, intanto, il sindaco ha avuto il primo confronto con le organizzazioni sindacali, proprio per cominciare a prendere contatto con la problematica realtà del personale. L’incontro, convocato dal dirigente Paolo Spano, si è svolto nell’ambito della delegazione trattante. Si è parlato innanzitutto del fondo della produttività e della vertenza legata alla mancata corresponsione della cosiddetta quattordicesima. Dai sindacati è anche arrivata la richiesta di revocare uno degli ultimi atti in materia di personale prodotti dell’amministrazione Stefàno: la famigerata delibera 90 con la quale sono state ampliate le posizioni apicali. Una scelta che, a detta delle organizzaizoni sindacali, metterebbe a rischio la tenuta del fondo per il salario accessorio.
Melucci ha ascoltato con estrema attenzione e ha preso nota. Ha già inteso che la sua non sarà una passeggiata di salute.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche