24 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Giugno 2021 alle 14:31:49

Politica

Faccia a faccia Pd-sindaco

Il coordinatore Costanzo Carrieri chiederà incontro chiarificatore a Melucci. Malcontento sulle nomine


Il clima è teso.
Le prime scelte del sindaco
hanno destabilizzato il Partito
Democratico. Lo hanno
spiazzato.

Al punto che ieri
si è tenuta una riunione
con parlamentari, consiglieri
comunali, coordinamento
provinciale. Al termine
dell’incontro è stato deciso
di chiedere un confronto del
partito direttamente con
Rinaldo Melucci.
Inutile nasconderlo: la nomina
dei primi quattro assessori
non è stata digerita
da gran parte del Pd. E oggi
stesso il coordinatore Costanzo
Carrieri dovrebbe
chiedere, e forse già avere,
un incontro chiarificatore
con il primo cittadino.
C’è da chiarire innanzitutto
la metodologia in base alla
quale si è arrivati alla nomina
di De Franchi, Di Paola,
Motolese, Tilgher.

Dopo il giro di consultazione
della scorsa settimana, infatti,
Carrieri e il segretario
cittadino Tommy Lucarella
avevano lasciato intendere
che sul criterio di scelta
degli assessori era stata
trovata l’intesa: il sindaco
avrebbe proceduto a scorrere
la graduatoria degli eletti,
cominciando con i primi tre:
Lucio Lonoce, Vincenzo Di
Gregorio, Gianni Azzaro. In
caso di riuncia da parte di
qualcuno di questi, il sindaco
avrebbe scelto di propria
inziativa, pescando sempre
nella lista degli eletti al
consiglio comunale. Questa,
almeno, la versione di Carrieri
e Lucarella.

Versione,
però, che sarebbe stata clamorosamente smentita dallo
stesso sindaco proprio nella
riunione di maggioranza fatta
a Palazzo di Città qualche
giorno dopo l’incontro con
i due dirigenti del Pd. Un
malinteso? Un ripensamento?
Difficile saperlo. L’unica
certezza, al momento, è
data dalla nomina dei primi
quattro assessori “tecnici”.
Sorprendentemente manca
all’appello l’unico tecnico che
era dato per certo di vestire
i panni di assessore: l’architetto
Sergio Scarcia, che
avrebbe dovuto occuparsi di
urbanistica. Solo uno slittamento
dei tempi o, anche
in questo caso, il sindaco
avrebbe altre idee in testa?
Intanto, proprio nella riunione
di ieri, l’ex vicesindaco
Lucio Lonoce, il più votato
con le sue circa 1800 preferenze,
ha presentato al
partito la sua candidatura
alla presidenza del consiglio
comunale.

Un modo, il suo,
per far valere il peso dell’enorme
consenso popolare
ricevuto, non sufficiente,
però, per convincere il sindaco
a chiamarlo nella squadra
di governo.
Il problema, tuttavia, non è
solo interno al Pd. Le nomine
cosiddette “tecniche”, infatti,
restringono gli spazi per
nomine “politiche”, quelle in
grado di soddisfare gli equilibri
tra partiti e liste della
cooalizione uscita vincitrice
dalle elezioni. Quella sulla
quale Melucci dovrà contare
per poter governare.
I mal di pancia sono forti e
non hanno faticato ad affiorare.
Dopo l’ufficializzazione
della nomina dei primi quattro
assessori, le critiche sono
state feroci, anche dai partner
della coalizione. Melucci,
rispondendo ad un militante
del Pd su twitter si è difeso
così: «All’inizio, per capirci,
ero il figlio di Musillo, nel
mezzo di Pelillo, alla fine di
Emiliano. Elaborare un giudizio
serio mai?». E ha chiuso
con l’hashtag #ideeconfuse.

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