25 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 25 Ottobre 2020 alle 16:22:59

Politica

Giunta e presidente, Melucci in panne

Emiliano prova la mediazione


A sei giorni dal debutto del nuovo consiglio comunale, il varo della nave-Melucci incontra più di un intralcio sulla sua rotta.
Due i nodi ancora da sciogliere: il completamento della giunta e la carica di presidente del consiglio.
Per la giunta sarebbe pronta la nomina a vicesindaco di Rocco De Franchi, l’avvocato barese, uomo di fiducia di Emiliano, già investito della carica di assessore all’ambiente e alla salute.
Ieri sera, intanto, nella sede di via Principe Amedeo, si è tenuta una complicata riunione tra coordinamento provinciale e consiglieri comunali del Pd. Il coordinatore Costanzo Carrieri ha riferito che il sindaco avrebbe offerto la disponibilità a scegliersi due assessori all’interno degli undici eletti del Pd. Una sorta di mano tesa dopo le incomprensioni di queste settimane e dopo il malumore suscitato soprattutto per l’esclusione dalla squadra di governo dei due consiglieri più suffragati della lista Dem, Lucio Lonoce e Vincenzo Di Gregorio, e di qualsivoglia rappresentante dell’ala renziana del partito. Sembra che a questa disponibilità offerta dal sindaco non sia stata estranea qualche parola persuasiva di Michele Emiliano, preoccupato del rischio – per il sindaco – di arrivare in consiglio con questo carico di tossine non smaltite. Senza contare il disagio che queste ruggini stanno producendo anche nel resto della coalizione.
La proposta di mediazione, però, non avrebbe sortito gli effetti sperati.
Secondo le indiscrezioni trapelate dalla riunione, due sarebbero i consiglieri potenzialmente favoriti per indossare la casacca di assessore: Francesca Viggiano e Federica Simili. La prima avrebbe manifestato una certa disponibilità ad entrare nella squadra del sindaco; la seconda, di fede renziana, avrebbe opposto un fermo “no, grazie”. Nominando due assessori tra gli eletti, al loro posto scatterebbero in consiglio Gaetano Blè e Tommy Lucarella, entrambi area Emiliano. Con soddisfazione del sindaco e dello stesso presidente della Regione. Il cerchio, quindi, si chiuderebbe. Una soluzione, questa, che allontanerebbe l’ingresso in giunta di Elena Modio, donna impegnata nel sociale, redattrice del settimanale diocesano Nuovo Dialogo e ben vista dalla Curia.
C’è un “ma” che tuttavia ha frenato la percorribilità di questa strada: le delege assessorili più pesanti sono già state assegnate e il Pd sarebbe quindi costretto ad accontentarsi delle briciole. Ecco perché la disponibilità del sindaco, a questo punto, sarebbe stata accolta dal partito con una certa freddezza.
In mancanza di accordo, lunedì 31 Melucci si ritroverebbe in aula con il rischio di non avere una maggioranza per eleggere il presidente del consiglio comunale. Ruolo che sembrava destinato a Franco Sebastio, a compensazione dell’appoggio che l’ex procuratore ha garantito a Melucci nel vittorioso turno di ballottaggio. Ora, per quella carica, proprio perché sono saltati quelli che si riteneva dovessero essere gli equilibri sui quali reggere la maggioranza, sono in corsa altri due pretendenti: Lucio Lonoce e Gianni Azzaro.
Lonoce ha avanzato ufficialmente la candidatura dopo aver inteso che per lui non ci sarebbe stata alcuna possibilità di essere confermato nella giunta comunale. La sua presenza metterebbe in crisi l’ipotetico patto Melucci-Sebastio. A quel punto entrerebbe in scena Gianni Azzaro, come terzo incomodo.
E gli altri partner della coalizione, finora costretti a restare alla finestra, che faranno? Va ricordato che per eleggere il presidente del consiglio servono 22 voti (i due terzi dell’assemblea) nei primi due scrutini. Esattamente il numero dei voti di cui disporrebbe, sulla carta, la maggioranza. Ad oggi, tuttavia, questi 22 voti non ci sono. La maggioranza, allo stato, risulta sfarinata.
Il rischio che la coalizione che ha vinto le elezioni vada a infrangersi contro il primo scoglio resta dunque elevato. Melucci ha pochi giorni per rimettere a posto le cose. Servirebbero abilità politica e buon senso. Doti non comuni, al giorno d’oggi.

(* direttore responsabile)

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