25 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Ottobre 2021 alle 10:38:00

Politica

Pd ancora diviso: altre astensioni

Patrimonio bocciato dai revisori


TARANTO – Il Partito Democratico si divide ancora e con appena 17 voti il consiglio comunale riesce ad approvare l’integrazione al rendiconto del 2016.
La seduta convocata per completare l’approvazione degli atti di bilancio ha riproposto lo scollamento all’interno del gruppo Pd: una parte ha votato a favore dei provvedimenti, un’altra si è astenuta sull’approvazione del conto economico e stato patrimoniale del Comune. Ad astenersi sono stati Fuggetti, Pulpo e Simili (l’area renziana del Pd). Assenti invece i consiglieri Di Todaro e Di Gregorio, già assenti la volta scorsa. Agli astenuti si è aggiunta Floriana de Gennaro (La Scelta).
La divergenza era stata preannunciata dal capogruppo Azzaro, il quale ha voluto chiarire che si trattava non di una frattura politica ma solo di un aspetto amministrativo, «perché la responsabilità di questi atti viene attribuita alla passata amministrazione». Concetto chiarito da Federicva Simili: «Ci asteniamo perché la parte che riguarda il conto economico e lo stato patrimoniale ha il parere negativo dei revisori dei conti. Questa è una responsabilità che appartiene alla precedente amministrazione. Peraltro non avrebbne senso votare a favore visto che anche l’altra volta ci siamo astenuti». Un ragionamento di coerenza, dunque, che però, nonostante il tentativo di mitigarne il significato, certifica ulteriormente come le turbolenze interne al Pd siano tutt’altro che risolte. Agitazioni che riflettono, in qualche modo, i fermenti congressuali e le grandi manovre per ridefinire i ruoli dirigenziali del partito.
Ma torniamo ai provvedimenti in discussione. Due erano i punti più sensibili: l’articolazione del patrimonio netto e l’integrazione alla delibera di approvazione del rendiconto 2016. Per semplificare, la volta scorsa il consiglio aveva approvato la parte finanziaria del rendiconto. Questa volta sul tavolo erano anche il conto economico e lo stato patrimoniale. Già per la parte finanziaria i revisori avevano mosso alcuni rilievi, questa volta il parere è stato del tutto sfavorevole, sia perché la riclassificazione dei beni dell’ente sarebbe stata fatta in modo approssimativo, sia perché l’inventario è incompleto. Proprio per neutralizzare le obiezioni dei revisori, il presidente della commissione bilancio, Dante Capriulo, ha proposto un emendamento insieme al consigliere Azzaro, poi approvato a maggioranza, nel quale si impegnano le direzioni tecniche a completare la rideterminazione del patrimonio comunale entro il 31 dicembre. Un emendamento accompagnato da inequivocabili parole dallo stesso Capriulo: «Da anni la macchina comunale non è in grado di ottemperare a questi adempimenti. Con questo emendamento si vuole fare in modo che la macchina risponda al volante. Questo è il nostro obiettivo, non so se ci riusciremo».
Su queste proposte di deliberazione si è abbattuto il fuoco incrociato delle opposizioni. Giampaolo Vietri (Forza Italia) ha definito «pezza d’appoggio» l’emendamento e ha preannunciato la richiesta di un «controllo sul rendiconto complessivo dell’esercizio finanziario 2016» e «in autotutela, una nuova discussione e votazione sul documento di rendiconto integrato alla luce dei pareri sfavorevoli espressi dai revisori sul conto economico e sullo stato del patrimonio».
Francesco Nevoli (M5S) ha ipotizzato profili di illegittimità per lo «spacchettamento» del conto economico e dello stato patrimoniale rispetto al rendiconto 2016.
Antonino Cannone (Taranto nel cuore) ha invece insistito sulle divisioni interne al Pd: «Ci sono consiglieri che manifestano mancanza di fiducia rispetto alle valutazioni del loro capogruppo e del presidente della commissione bilancio, il quale oggi vuole approvare quegli stessi conti verso i quali nella passata amministrazione votava contro».

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