31 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 31 Luglio 2021 alle 22:04:00

Politica

Partito democratico, corsa a tre per la segreteria nazionale

Appello al voto di Michele Mazzarano e Tommy Lucarella


Tutto pronto per le
primarie del Pd.

Domani gazebo
a Taranto e provincia per votare
il nuovo segretario nazionale
del Partito democratico. In
corsa ci sono Michele Emiliano,
Andrea Orlando e Matteo
Renzi.
Proprio riguardo alle primarie
che si terranno domani si
registra l’appello al voto del
presdidente del gruppo regionale del Pd, Michele Mazzarano, per
la mozione Emiliano per l’Italia.

«Pochi elettori sanno che domani,
domenica 30 aprile, si
tengono le primarie del Partito
Democratico. Il modo di condurre
il partito e organizzare la
partecipazione a queste primarie
è la miglior metafora della
crisi di credibilità che attraversa
il Pd. Un congresso siffatto per
la estemporaneità e la velocità
con cui si è organizzato, è stato
una grande occasione mancata
per una discussione approfondita
che indagasse le ragioni
delle recenti sconfitte. Se alle
amministrative di Roma vinci
ai Parioli e perdi nelle periferie
senza riflettere su neanche un
istante, vuol dire che si è sempre
meno inclini a rappresentare
le ragioni di ‘coloro che non ce
la fanno’ e sempre più in grado
di apparire il partito di ‘quelli
che ce la fanno’, di ‘quelli che
hanno successo’.

E in un momento
politico caratterizzato
da crisi economica, massiccio
impoverimento sociale e dalla
tendenza degli esclusi, delle
masse popolari a scegliere l’abbrivio
pericoloso delle ricette
populiste e sovraniste. Questa è
la grande sfida del congresso del
Pd e sostenere la candidatura di
Michele Emiliano a segretario
nazionale significa optare per
un cambio radicale di orizzonte
politico-culturale.

Del resto
Renzi nel 2013 rappresentò una
forte istanza di cambiamento e
di innovazione. Tale patrimonio
è stato disperso quasi del tutto
dopo un’esperienza di governo
caratterizzata da un ‘riformismo’
lontano dai territori, soprattutto
del Sud e dalle istanze
popolari e dei ceti deboli. Michele
Emiliano rappresentanza
la determinazione di un Mezzogiorno
in cerca di riscatto
e di un modello di sviluppo
libero dalla logica predatoria
delle classi dirigenti nazionali
che continuano a considerare
il Sud solo un grande mercato
elettorale da conquistare in
una pura logica mercantilistica.
Il Mezzogiorno ha bisogno
di classi dirigenti autonome e
con la schiena dritta, capaci di
difendere la salute e l’ambiente,
liberi dal ricatto occupazionale
che ha reso la Puglia e Taranto
frontiere di una sfida nuova
che riguarda l’intera Europa. La
Puglia di questi anni, con i suoi
primati, può dire molto all’Italia
intera e al Pd perché è stata
capace di interpretare un modo
diverso di ‘essere sud’ fuori da
logiche di assistenza e stataliste
e di ‘pensarsi come il nord’
di aree in via di sviluppo. Per
questa idea nuova e radicale di
cambiamento, Michele Emiliano
può essere il migliore interprete
ed inaugurare l’avvio di una
fase nuova nella vita del Partito
Democratico».

L’appello del segretario cittadino del Pd, Tommy Lucarella: «Si voti liberamente ma con
coscienza”: Qualunque sarà il
risultato noi il 30 aprile festeggeremo
la democrazia e la
partecipazione. Le mozioni in
campo sono chiare e il dibattito
non è certo mancato considerato
che il Partito Democratico
a livello nazionale così come
a livello locale, nella strada
intrapresa ad esempio per le
prossime amministrative al
Comune di Taranto con il candidato
sindaco Melucci, compie
i suoi passi con responsabilità e
sottoponendosi anche al giudizio
dei cittadini senza smarcarsi
mai da storia, simbolo e scelte.

La parola dunque di riferimento
è: responsabilità».
«Il partito così come la città
di Taranto sono al guado del
cambiamento non intendiamo
sottrarci alla responsabilità
di questo mutamento che ci
porterà verso un nuovo partito
e una nuova comunità. Dunque
urne aperte in tutti i rioni della
città. Nove postazioni che dalle
ore 8 alle 20 iscritti e non potranno
esprimere il loro parere
sulle tre mozioni in campo:
Emiliano, Orlando e Renzi. Il
Congresso del Pd è una prova
di democrazia che malgrado ci
abbia sottoposto al polverone
mediatico resta tale. Un esempio
non riscontrabile in nessuna
altra formazione partitica o
movimento politico nazionale.
Un partito che si apre e che
non sceglie la sua guida solo
tra gli iscritti ma anche tra i
cittadini che si riconoscono
negli ideali di riferimento del
centrosinistra.

A loro va il nostro
appello votino liberamente
ma con coscienza, perché il Pd
resta un pezzo di storia politica
del nostro paese, il partito di
maggioranza governativa, e un
baluardo di democrazia che va
rispettato proprio per la sua
capacità di cambiare e mettersi
in discussione».

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