26 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Gennaio 2021 alle 15:19:23

Politica

​Pd, Mancarelli resta. Giovedì la segreteria​

A Taranto eletto solo il barese Ubaldo Pagano, l’uomo di Emiliano


C’è chi sussurra che la disfatta
elettorale del Pd in Puglia è una sorta
di avviso di sfratto per Michele Emiliano.

Le elezioni regionali sono tra due anni, ma
un Pd così azzoppato rischia moltissimo.
Emiliano non vivrà giorni facili da qui alla
fine della legislatura. I malumori sono diffusi
e profondi dal Gargano al Salento, e a
Taranto c’è sempre un partito letteralmente
spaccato in due, tutto da ricostruire. Non
sarà una impresa semplice. Il segretario
regionale Marco Lacarra, nella notte degli
amari scrutini, ha detto che presto sarà a
Taranto per provare a rimettere insieme
i cocci di un partito frantumato. Certo, i
veleni su come sono state decise le candidature
saranno difficili da smaltire. L’unico
eletto è Ubaldo Pagano (Fronte Dem), il
segretario provinciale di Bari, che Emiliano
ha catapultato nel listino proporzionale a
Taranto.

I tarantini sono rimasti a bocca
asciutta. Tutti sconfitti nell’uninominale:
Donato Pentassuglia, Lucio Lonoce, Maria
Grazia Cascarano. Nulla da fare anche per
Massimiliano Stellato, terzo nel listino:
troppo lontano dalla vetta per sperare in
qualcosa di più.
La mancata elezione di Pentassuglia qualche
contraccolpo in Regione potrebbe
produrlo. Il consigliere regionale a lungo
aveva cercato un inserimento utile nel
listino proporzionale. Nulla da fare. Si è
dovuto scaraventare nell’aspra battaglia
all’uninominale scontrandosi con un altro
colosso come Gianfranco Chiarelli (Noi
con l’Italia) e con il ciclone Cinquestelle
che ha spinto a Montecitorio l’imprenditore
agricolo Gianpaolo Cassese.

Taranto quindi
non avrà alcun rappresentante del Pd in
Parlamento. C’è da dire, però, che anche con
una diversa modulazione delle candidature,
difficilmente si sarebbere riusciti ad arginare
la forza d’urto dell’ondata pentastellata.
Ora nel Partito Democratico c’è il rischio
che si arrivi ad una feroce resa dei conti.

Il segretario provinciale Giampiero Mancarelli
giovedì riunirà la segreteria e forse già
lunedì sarà convocata l’assemblea provinciale
per l’analisi del voto. Una sola certezza:
Mancarelli non si dimetterà. «In questo
momento – dichiara a TarantoBuonasera – il
primo obiettivo è quello di ricostruire il Pd,
percepito dagli elettori come un partito litigioso.
Se il problema fosse il sottoscritto, mi
sarei già dimesso. Ma questa debacle riguarda
tutti. In questi ultimi anni la funzione
del Pd al Sud è diventata marginale. Il Sud
ripone la speranza, che quattro anni fa aveva
individuato in Matteo Renzi. Oggi quella
speranza è stata riposta nei Cinquestelle.
L’esperienza insegna che in questi casi la
volatilità è molto alta. Ora vorrò vedere cosa
accadrà quando gli elettori reclameranno il
reddito di cittadinanza e le altre promesse
fatte in campagna elettorale».

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