21 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Giugno 2021 alle 19:30:12

Politica

​Gianni Azzaro: «Risultato scoraggiante ma dobbiamo rialzarci»​

L'analisi del capogruppo Pd al Comune


«Non è facile essere lucidi
dopo un risultato elettorale così scoraggiante,
come è stato quello registrato dal
Partito Democratico domenica 4 marzo.
Ma chi crede ancora in un progetto così
ambizioso ha il dovere di rialzarsi subito,
soprattutto davanti a prove non facili».

Ne è convinto Gianni Azzaro, capogruppo
del Pd in Consiglio comunale, che
analizza il risultato elettorale.
Voglio, in prima battuta, mettere in evidenza
tre elementi su cui, a mio avviso,
deve fondarsi ogni ragionamento politico
che voglia guardare alla ricostruzione
della sinistra. Appare quanto mai sterile
– sottolinea Azzaro – intestare la sconfitta
ai propri avversari interni: così non si fa
un’analisi politica, ma un inutile battibecco
infantile frutto di scarsa visione
politica e di mancanza di progettualità.
Il Pd ha progressivamente fagocitato tutti
i suoi leader e, proseguendo con questa
logica, non potrà che auto annientarsi. Il parricidio politico sta diventando una
volgare costante nella vita di partito e
gli elettori sono stanchi di assistere alle
zuffe tra correnti».

Secondo il consigliere comunale, poi «ad
uscire ridimensionato dalla tornata elettorale
non è solo il Partito Democratico,
che pure si attesta su percentuali non
degne di un grande partito progressista
europeo. Una sonora bocciatura la subisce
l’intera sinistra italiana. Se qualcuno
pensava di poter ripetere lo schema che
ha portato alla sconfitta referendaria
del 2016, dovrà ricredersi. Non basta
essere contro il Pd per essere una forza
di sinistra».
«Molti elettori del Pd – incalza Gianni
Azzaro – hanno preferito votare forze
populiste e non lo hanno fatto solo per
protestare contro le politiche adottate
dagli ultimi governi. Dovremmo iniziare
a chiederci, come del resto faceva ieri Eugenio Scalfari in una nota trasmissione
televisiva, se non vi siano punti del
programma pentastellato che la sinistra
ha colpevolmente abbandonato.

Cosa fare
ora? Ritengo che il modo migliore per
affrontare questo momento storico, da
parte dei dirigenti di partito, sia quello
di provare ad azzerare le proprie convinzioni.
Lo dico a tutti e a me stesso
per primo. Non possiamo più inseguire
modelli o politiche altrui. Non possiamo
più rimanere ingabbiati in partizioni
artificiali. Dobbiamo ricominciare
dai nostri valori. Dobbiamo ricercare
quegli stessi valori nella società e nel
mondo della cultura. Dobbiamo cercare
di capire come vengono declinati nel
cinema, nelle arti, nella saggistica e nei
romanzi. Dobbiamo verificare come
vengono tradotti nelle pratiche sociali,
anche e soprattutto in rete. Personalmente
– conclude il capogruppo Pd – intendo
ripartire a mente libera, con una grande
voglia di apprendere e domandare. Voglio
affrontare questa nuova fase come
si affronta un viaggio in una città mai
visitata prima e voglio che a muovermi
sia solo la mia curiosità certo di essere
capace di imparare questa volta dagli
errori del passato».

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