28 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Luglio 2021 alle 23:04:00

Politica

​Pd, tre segretari contro Emiliano​

Ecco le accuse dei vertici provinciali


«Non intendiamo più essere trascinati nella baraonda
di un partito in cui non vigono regole basilari di rispetto delle
reciproche funzioni».

E’ solo uno dei passaggi chiave della lettera, firmata dai segretari
provinciali Rosaria Fusco (Brindisi); Ippazio Morciano (Lecce);
Giampiero Mancarelli (Taranto), ed indirizzata al segretario regionale
del Pd, Marco Lacarra, ed al segretario reggente nazionale
Maurizio Martina.
«A seguito della debacle politica del 4 marzo scorso che ha visto
il crollo dei consensi elettorali soprattutto in Puglia, dove lo scarto
con la media nazionale è di oltre il -4%, i segretari delle Federazioni
di Brindisi, Lecce e Taranto, hanno assunto l’impegno di avviare la
rigenerazione del Partito Democratico attraverso il coinvolgimento
diretto dei circoli, accogliendo in tal modo l’invito del segretario
reggente nazionale Maurizio Martina nella convinzione che, oltre
la necessaria analisi post voto, occorra ritrovare la voglia e l’entusiasmo
che ha sempre contraddistinto il popolo del nostro partito,
soprattutto nella sua dimensione politico-amministrativa in Puglia.

Con il vicesegretario Maurizio Martina – si legge nella missiva
– abbiamo condiviso la necessità di procedere al di là delle aree
politiche e recuperare l’unità di un grande partito, il solo a mantenere
un approccio collegiale nelle sue decisioni, il solo che può dare
risposte ponderate e serie ad un mondo complesso e che cambia
velocemente, ai populismi dalle facili ricette. Con questo spirito
abbiamo messo da parte l’intenzione di commentare e rinfocolare
gli animi sulle scelte politiche recenti che hanno compromesso la
rappresentatività dei territori di tutte le singole province nel nuovo
Parlamento Italiano. Una brutta pagina che è meglio voltare.Abbiamo
anche, con questo spirito, evitato di far emergere nel dibattito
tra gli iscritti e gli elettori, l’imbarazzo per chi, in Puglia, pedissequamente
si distingue dalle linee del partito nazionale creando non
poca confusione nel popolo del centrosinistra, consci comunque
che il dialogo e la dialettica interna siano la linfa di un partito
democratico, se fatti con metodo e raziocinio.

Di fronte alle ultime
operazioni che si stanno
determinando nella nostra
Regione – scrivono i segretari
– sentiamo la necessità
di comunicare, sconcertati
come siamo, l’assoluta indifferenza
del Governatore
Michele Emiliano verso gli
organi del partito democratico
cui fa parte, così come
l’assoluta alienazione del suo
agire quotidiano da quelle
che sono le istanze urgenti
dei territori, l’assoluta superficialità
nel tenere a mente
il mandato che gli è stato
affidato: il governo della
Regione Puglia in primis. In
ultimo, grande è stata l’amarezza
nell’apprendere la nomina
di Simeone Di Cagno
Abbrescia a Presidente del
CdA di Aqp, notoriamente
uomo di destra, operazione
che difficilmente sapremo
spiegare ai nostri interlocutori
quotidiani. In ultimo le decisioni in tema di Ppi (postazioni
primo intervento) e quelle sulle nomine dei direttori generali
nella sanità, con la introduzione della nomina del management ad
esclusivo appannaggio del Presidente in antitesi a quanto da noi
sempre suffragato (liberare la sanità dalla politica) rappresentano
una escalation incomprensibile e poco giustificabile al nostro mondo,
ai nostri iscritti.

Alle prossime elezioni regionali vorremmo
essere credibili per le cose fatte, ripensando nel mondo che cambia
i valori a cui siamo chiamati, ossia la giustizia, l’ambiente, gli ultimi:
dalla Sanità, passando per la chiusura del ciclo dei rifiuti, la
decarbonizzazione, il welfare, la spesa europea – scrivono Fusco,
Morciano e Mancarelli – Si è credibili agli occhi degli elettori, non
sbancando pezzi di ceto politico assolutamente alieni alla nostra
cultura riformista e progressista, bensì governando bene e amministrando
la nostra Regione. Poi il resto. Pertanto non intendiamo
più essere trascinati nella baraonda di un partito in cui non vigono
regole basilari di rispetto delle reciproche funzioni. Disponibili e
sempre pronti ad adempiere a pieno al nostro compito di sostenere
politicamente i valori a cui si richiama il centrosinistra ed essere
campanello d’allarme e compensatori dei conflitti tra cittadini e
istituzioni. Chiediamo agli organismi superiori del nostro partito
di intervenire sulle questioni evidenziate».

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