14 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Maggio 2021 alle 19:15:24

Politica

Elezioni, «Candidati piovuti dall’alto»

Gli interventi del consigliere comunale Tony Cannone e di Graziana Bruno


«Adesso occorre ripiegarsi
sui risultati, analizzarli e approntare quelle
misure politiche che puntino ad un recupero
dei consensi perduti. Questo attraverso
un confronto franco, leale e costruttivo
senza abbandonarsi allo scoramento ed
evitando di dare il fiato alle trombe della
polemica e delle recriminazioni. Dividersi
e fare polemiche è l’ultima cosa di cui ha
bisogno il centro destra a Taranto».

Lo
afferma il consigliere comunale e provinciale
Tony Cannone a proposito dle
risultato elettorale del 4 marzo.
«È necessario – afferma – che il centro destra
recuperi il consenso perduto puntando
alla valorizzazione dei suoi militanti di
base e degli esponenti nelle istituzioni e
negli enti locali di Taranto. Ma non basta
essere presenti nelle istituzioni, è estremamente
importante anche e soprattutto
come ci si sta, se si è capaci cioè di incidere
nelle realtà politiche ed istituzionali
e contare o si è capaci solo di svolgere il
ruolo di comparse. In quest’ottica occorre
valorizzare chi lavora sodo nelle istituzioni,
chi ha un radicamento effettivo sul
territorio ed ha un rapporto reale e quotidiano
con i cittadini di Taranto, dimostrato
in molteplici occasioni attraverso i
consensi ricevuti. In questa città c’è chi in
tutti questi anni ha dimostrato sul campo
di avere capacità di radicamento sul territorio
vincendo competizioni elettorali
difficili senza un partito organizzato dietro le spalle, senza mezzi e senza alcun appoggio
di personaggi politici ma forte solo
del consenso della gente».

Cannone, che si
offre per «ricostruire dalle fondamenta il
consenso perduto» ritiene che imboccare
strade diverse dalla valorizzazione dei
militanti significherebbe «costruire sulla
sabbia e condannare il centro destra a rivestire
nella realtà jonica un ruolo sempre
più marginale».
Sulle elezioni politiche interviene anche
Graziana Bruno (La Destra di Storace),
che parla di «rivoluzione sociale che non
avviene nelle piazze ma nelle urne».

«C’è una evidente voglia di evoluzione –
dice Graziana Bruno – e la lotta non è più
tra destra e sinistra ma tra sovranisti e
globalisti. La gente ha mostrato tutta la sua
sfiducia verso quei partiti e candidati (che
hanno governato per anni) che, ad ogni
elezione espongono un programma che
non viene mai rispettato. C’è un cambio
di rotta di buona parte del Paese verso 5
Stelle e Salvini, che promettono un futuro
diverso soprattutto ai giovani. Non saranno
certo solo il reddito di cittadinanza, che
è una manovra economica per contrastare
la povertà nazionale e rilanciare i consumi,
o la coerenza di Salvini verso problemi
seri come la immigrazione, legge Fornero,
rapporto con la UE ma anche voglia di
cambiamento di certi sistemi che isolano
il Sud. Anche la nuova legge elettorale
con candidati imposti, ha determinato
una scelta del meno peggio e questo ha
voluto significare che la condizione generale
del materiale a disposizione è già
dichiarata e riconosciuta scadente e che
nulla cambierà».

«Ci sono stati territori, vedi Taranto –
concntinua Grazia Bruno – mortificati
dal centro destra, militanti della prima
ora messi da parte in virtù di scelte calate
dall’alto, è chiaro che il malcontento
poteva essere forte e rischiava di produrre
effetti negativi sui consensi. Qualcosa è
mancato nelle logiche di un partito che
resta mortificato da scelte verticistiche.
Forse c’è una totale assenza di confronto
e contatto sul territorio che andrebbe
seriamente colmato. Io spero che il centrodestra
comprenda quanto sia necessaria
una rappresentatività territoriale capace
di indirizzare la rotta verso porti sicuri».

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