17 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Ottobre 2021 alle 22:58:00

Politica

«Basta accuse ed offese gratuite»

Il gruppo Pd replica a Walter Musillo di Indipendenti per Taranto


«Riportare la contrapposizione
politica nelle sedi
opportune, ovvero nell’ambito della
dialettica istituzionale che si instaura
– rispettosamente – tra maggioranza
ed opposizione, e non permettere
che essa sfoci in accuse ed
offese gratuite».

Questa la replica
del gruppo consiliare Pd al portavoce
del Gruppo Indipendenti per Taranto,
Walter Musillo, che ieri aveva
accusato «una parte della maggioranza
di centrosinistra, presente in
consiglio comunale» di aver «deciso
su “ordine proveniente dall’alto”
di punire i consiglieri comunali del
“Gruppo Indipendenti per Taranto”.
Perciò i presidenti delle Commissione
comunali di questo gruppo consiliare,
decisi dallo stesso consiglio
meno di un anno fa, vanno rimossi:
così imparano».
Oggi, sull’argomento, si registra la
presa di posizione dei consiglieri
comunali del Pd.

«Dispiace leggere le parole scritte
da Walter Musillo all’indirizzo dei
consiglieri di maggioranza. Soprattutto
perché molti di noi hanno condiviso
con lui un tragitto importante
del cammino compiuto dal Partito
Democratico.
Proprio in virtù della militanza politica
che ci ha accomunato in passato,
sentiamo il dovere di rispondere alle
sue affermazioni con franchezza,
ma uscendo dalla polemica politica
che in questo momento lo vede contrapposto
al primo cittadino e alla
sua maggioranza. Sinora – dicono
dal Pd – abbiamo taciuto su questo
punto per non esacerbare gli animi,
ma ora è tempo di dire con chiarezza
cosa è avvenuto durante l’ultimo
Consiglio comunale di Taranto, perché
i cinque consiglieri del gruppo
Indipendente, non hanno solamente
manifestato la loro contrarietà al bilancio
consuntivo in aperta polemica
con le scelte del primo cittadino.

I cinque consiglieri, di cui 3 eletti
tra le fila del Partito Democratico
– partito che ha voluto premiare i
più giovani tra i suoi eletti offrendo
loro ben 2 presidenze di importanti
commissioni nell’ottica del rinnovamento
della classe dirigente (perché
sarebbe stato logico e naturale, per
competenze ed esperienze maturate,
indicare altre figure presenti nel
gruppo del Pd), si sono alzati dai
loro scranni tentando di far mancare
il numero legale insieme alla opposizione,
prendendo politicamente
le distanze dai restanti consiglieri di
maggioranza, ridicolizzandoli agli
occhi dell’opposizione e dei tanti
lavoratori presenti in aula ed infine
non votando il Bilancio Consuntivo
atto politico per eccellenza di una
amministrazione, la cui bocciatura
implica lo scioglimento stesso del
consiglio comunale. Rispetto alla
loro manifestazione pubblica di
dissenso, quelli con i quali avrebbero
dovuto costruire percorsi di
rinnovamento per la città, ovvero i
consiglieri di maggioranza, hanno
finito per fare la figura dei semplici
spettatori.

La loro guerra personale
e politica gli impedisce di vedere
e di comprendere che tale comportamento
ha infastidito in primo
luogo chi con loro ha lavorato sino
ad oggi fianco a fianco anche nelle
commissioni loro affidate. I cinque
consiglieri Indipendenti sanno, e
dovrebbero ricordarlo, che da tempo
si paventava una riassegnazione
delle presidenze delle commissioni
consiliari, già all’indomani dell’fuoriuscita
dei 3 ex Pd, che avrebbero
dovuto rimettere, per coerenza politica,
i propri incarichi nelle mani
del gruppo. Riassegnazione che i
17 consiglieri di maggioranza, che
oggi vengono offesi ancora una volta
essendo stati tacciati di servilismo,
si erano sinora astenuti dall’adottare
nella speranza di ricostruire
l’alleanza di governo.
Il gruppo del Partito Democratico è
consapevole che in politica si possano
imboccare sentieri diversi, ma
questo deve avvenire secondo rituali
consolidati, dichiarazioni nette e rispetto
delle regole.

Per questo – conclude
il gruppo consiliare del Pd – il
nostro appello è quello di riportare
la contrapposizione politica nelle
sedi opportune, ovvero nell’ambito
della dialettica istituzionale che
si instaura – rispettosamente – tra
maggioranza ed opposizione, e non
permettere che essa sfoci in accuse
ed offese gratuite».

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