17 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Ottobre 2021 alle 22:58:00

Politica

Nevoli: «Arcelor? Scelta obbligata»

Le parole del consigliere comunale del Movimento Cinquestelle


«Non c’erano i presupposti per
annullare la gara. Ora a Taranto spettano
misure immediate di avvio della sua riconversione
economica».
Questo, in sintesi, il pensiero di Francesco
Nevoli, consigliere comunale del Movimento
Cinquestelle, unico rimasto in consiglio dopo
l’addio di Massimo Battista.
In un lunghissimo intervento, Nevoli spiega le
ragioni che hanno portato il governo a definire
il passaggio dell’Ilva ad Arcelor.
«Non nascondo – spiega Nevoli – che di primo
acchito mi è sembrato di non condividere la
decisione di Luigi Di Maio di non annullare
la gara».

Ma il suo orientamento è cambiato
dopo la lettura degli atti e in particolare del
parere dell’Avvocatura. Nevoli ripercorre
tutto l’iter e tutte le perllessità del ministro
che hanno portato prima al parere dell’Anac
e poi a quello dell’Avvocatura.Il cvonsigliere
chiarisce che «per annullare il provvedimento
di aggiudicazione si doveva individuare
“un interesse pubblico concreto ed attuale
particolarmente corroborato”, tenendo però
conto dell’esistenza di tutti i seguenti fattori,
sicuramente di segno contrario: la procedura
di gara si è esaurita già da molto tempo,
mentre la normativa richiede che il potere di
annullamento sia esercitato “entro un termine
ragionevole”; tutte le criticità non sono riferibili a comportamenti di Arcelor Mittal,
che vanta a ragione una posizione di legittimo
affidamento determinata dalla aggiudicazione
e dalla stipula del contratto; AcciaItalia a suo
tempo non ha proposto alcuna impugnativa;
AcciaItalia risulta addirittura cancellata dal
Registro delle Imprese a seguito della sua
messa in liquidazione».
«Sulla base di questi elementi – cpntinua Nevoli
– se Di Maio avesse annullato il decreto
di aggiudicazione, il suo provvedimento di
annullamento sarebbe stato impugnato da
Arcelor Mittal dinanzi al TAR e sospeso nel
giro di 15/20 giorni.

Ottenendo la sospensiva
dal TAR, Arcelor Mittal sarebbe entrata comunque
nella disponibilità dello stabilimento,
ma alle condizioni previste nel contratto sottoscritto
dall’allora Ministro Calenda, senza
alcuna possibilità di miglioramento sotto il
profilo lavorativo ed ambientale».
«Il risultato finale di tutta questa vicendaconclude
il consigliere comunale – mi lascia
sicuramente amareggiato perché confidavo nel
fatto che potesse essere finalmente giunto il
momento della “chiusura delle fonti inquinanti”
di Ilva, ma la situazione che ci ha lasciato
l’ex Ministro Calenda non lo ha consentito».
Nevoli ora guarda fiducioso alla annunciata
imminente visita di Di Maio a Taranto: «Ci
metterà la faccia: spiegherà, sicuramente meglio
di me, tutti questi aspetti e soprattutto con
quali misure concrete intende avviare il progetto
di riconversione economica della nostra
Città, che ora più che mai non può attendere».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche