Politica

​Salute e lavoro, scoppia la polemica​

Emiliano, Borraccino e Mazzarano contro il Movimento 5 Stelle


«Nessuno parla più di Taranto, nessuno parla più della qualità dell’aria di Taranto, nessuno
parla più della salute dei bambini. C’è un silenzio
assordante».
Così il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano
mercoledì mattina a Taranto partecipando all’evento
Diritto alla Voce, in occasione della giornata conclusiva
delle celebrazioni annuali della Convenzione
Onu sui diritti dei bambini, dell’infanzia e dell’adolescenza
che l’Unicef, su invito della Regione Puglia,
ha inteso svolgere a Taranto. «Anche i bambini hanno
capito che Taranto è disperata.

Avevamo scommesso
tutti sul nuovo Governo, e lo ammetto anche io, e
speravamo di riuscire a trovare delle forme giuste per
coniugare lavoro e salute. Invece siamo stati lasciati
soli ancora una volta e questo ovviamente non è
possibile. Io non posso permetterlo – ha concluso il
Presidente Emiliano – ci batteremo fino alla fine, fino
all’ultima goccia del nostro sangue perché Taranto
è diventata la questione fondamentale di questi anni
di Governo della Regione Puglia. Non si può fare
tutto il resto senza avere risolto la questione Taranto».

Pronta la replica del gruppo M5S in Consiglio regionale.
«A differenza del presidente Emiliano abituato a
fare annunci a cui poi non seguono i fatti, il Governo
del Cambiamento preferisce lavorare in silenzio alla
realizzazione degli strumenti necessari a realizzare
il progetto di riconversione economica tanto atteso
dalla città di Taranto. Comprendiamo però che ad
Emiliano riesca più facile attaccare il M5S per avere
visibilità, invocando addirittura e spudoratamente i
media, piuttosto che parlare di quello che sta facendo
per la Puglia, dal momento che la sua azione politica
in questi tre anni di governo regionale è stata pressoché
pari allo zero. Dichiarazioni ad effetto sul Tap
che avrebbe potuto fermare con la tempestiva istituzione
di un’area Sic; chiusure di reparti e ospedali
mascherate da riconversioni per tagliare sui costi
mentre si aumentano gli stipendi ai Direttori Generali;
audizioni farsa dopo mesi di immobilismo sulla
nuova sede del Consiglio regionale fatte solo per la tv,
sono solo alcuni esempi delle tante parole ascoltate
in questi anni senza alcun fatto concreto.

Se Taranto
è “disperata” per usare le parole del Governatore è
a causa dei precedenti Governi e ci vuole tempo per
rimediare a 60 anni di errori. Il Governo sta facendo
tutto quanto il possibile per il capoluogo ionico che
merita tanto e giustamente chiede tanto. Presto si
vedranno i risultati e il ministro Di Maio andrà in
città ad illustrare quali saranno i prossimi passi per la riconversione. E lo farà con carte e dati concreti.
Dispiace assistere all’ennesima strumentalizzazione
di un Presidente che dovrebbe solo vergognarsi per
quel che non ha fatto in tre anni e per quel che il suo
partito ha fatto per dieci anni. Ma il M5S risponderà
con i fatti, come sua abitudine. Presto anche i
cittadini di Taranto potranno raccogliere i frutti di
un lavoro che procede pancia a terra e silenzioso
su molti fronti». Sull’argomento si registra anche la
presa di posizione di Mino Borraccino, assessore
regionale allo Sviluppo Economico.

«Trovo surreali
e gravissime le dichiarazioni sulla vicenda Ilva di
Taranto diffuse in queste ore dai consiglieri regionali
del Movimento 5 Stelle. Se non si stesse parlando di
una questione drammaticamente seria, che riguarda
la salute di migliaia di persone e il futuro stesso di
una intera comunità, ci sarebbe davvero da sorridere
amaramente dinnanzi all’impudenza con la quale
i “grillini” di casa nostra osano ancora provare ad
illudere i cittadini di Taranto sulle mirabolanti iniziative
che il governo a trazione leghista Salvini-Conte
(con l’aggiunta di Di Maio) starebbe per adottare per
il capoluogo jonico. Ma non si rendono conto che i
tarantini sono stanchi di essere presi in giro da chi,
come loro, ha promesso addirittura la chiusura del
sito siderurgico, salvo poi acconciarsi a proseguire
sulla identica strada (sbagliata) tracciata dal Governo
Renzi e dall’ex ministro Carlo Calenda?».

Anche il consigliere regionale del Pd, Michele Mazzarano,
non risparmia critiche al M5S. «È del tutto
comprensibile l’imbarazzo dei consiglieri regionali
e dei parlamentari del M5S che pensavano di fare
della chiusura dell’Ilva la prima grande prova di
una rivoluzione senza precedenti e si trovano invece
di fronte ad una orribile restaurazione, frutto di una
politica ancora impotente di fronte alla forza delle
lobby. Così come è naturale il fastidio che essi provano
di fronte al fatto che innumerevoli associazioni e
cittadini che si battono per difendere il diritto alla vita
dei bambini di Taranto scelgano il presidente Emiliano
ormai come loro unico interlocutore credibile.
Persino il loro consigliere comunale non ha potuto
tollerare l’onta della vergogna per la mancata chiusura
della fabbrica e si ha abbandonato il Movimento.

È
vero che esistono responsabilità storiche di acclarata
sottomissione alle ragioni della produzione ma nessuno,
neanche i più appassionati sostenitori del M5S,
avrebbero potuto immaginare la disinvoltura con cui
il Ministro Di Maio si è sottratto alle responsabilità
per non aver mantenuto la promessa della chiusura
della fabbrica. Ma, peggio, nessuno avrebbe potuto
immaginare la superficialità con cui ha consentito ai
nuovi investitori di prendersi lo stabilimento senza
nessuna garanzia per i lavoratori e senza rigide prescrizioni
ambientali».

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