Politica

​Minniti: «Emiliano? Non rispondo…»​

L’ex ministro dell’Interno sulle strategie congressuali del Pd


«Alle indiscrezioni
giornalistiche permettetemi di non
rispondere…». Così Marco Minniti,
candidato alla segreteria del Pd,
glissa sulle voci che cominciano a
circolare rispetto ad un eventuale
appoggio alla sua candidatura
dell’area che fa capo a Michele
Emiliano.
L’occasione per affrontare il tema
del Pd e della affollata corsa alla
segreteria, è stata la presentazione
del suo libro “Sicurezza è libertà –
terrorismo e immigrazione: contro
la fabbrica della paura” (Rizzoli).

L’incontro si è svolto lunedì 26
novembre a Palazzo di Città. Sono
intervenuti il segretario provinciale
del Pd, Giampiero Mancarelli,
Annarita Di Giorgio (Comitato
Minniti) e il sindaco Rinaldo Melucci.
Ad intervistare l’ex ministro
dell’interno è stato il direttore di
TarantoBuonasera, Enzo Ferrari.
Il sindaco Melucci ha sottolineato
come Marco Minniti sia testimone
«dei nostri valori, quelli di una società
aperta, fondata sulla libertà e
sulle relazioni».
Nel suo libro Minniti respinge l’idea
che sicurezza e libertà siano due
concetti in contrapposizione. La
sicurezza, anzi, è garanzia di libertà.

«Purtroppo – ha detto Minniti – tra
sinistra e ceti più deboli c’è stata una rottura sentimentale. Uno degli
errori della sinistra è stato quello di
aver lasciato il tema della sicurezza
alla destra. Invece sono proprio le
fasce di popolazione più fragili che
hanno bisogno di sicurezza, perché
il ricco la sicurezza se la costruisce
da sè andando ad abitare in luoghi
più sicuri e dove la qualità della vita
è più elevata. Ma chi pensa a chi non
ha queste possbilità? Se non lo fa la
sinistra, chi deve farlo?».
Analogo ragionamento per la gestione
dei migranti. Minniti parla di
«umanità» e di «sicurezza», concetti
anche in questo caso non opposti
ma che possono trovare un punto
di equilibrio nelle politiche di integrazione.
Una visione illuminista e
riformista opposta a quella dei «nazionalpopulismi»
che per ottenere
consenso hanno un unico strumento:
«incatenare i cittadini alle proprie
paure».

«È sulla paura che si fonda
il loro consenso e su questa paura
è fondata la loro sfida all’Europa».
Per vincere questa visione Minniti
sollecita una aggregazione delle
forze europeiste. In Italia, Minniti
auspica l’organizzazione di un
«campo il più vasto possibile», tra
sinistra e forze liberaldemocratiche,
come argine e superamento dei
nazionalpopulismi. Uno dei temi
sensibili su cui si giocherà la corsa
alla segreteria.

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